Sono passati appena venti giorni dalle elezioni in Sicilia e il nuovo parlamento regionale non si è ancora insediato. Eppure sono già sei i deputati nella bufera giudiziaria. Delle lunghe liste di impresentabili si è parlato tanto e lo abbiamo fatto anche noi. Alla vigilia delle elezioni siciliane, in tanti hanno denunciato il rischio che l’Ars potesse riempirsi di indagati e condannati per vari reati. Così, purtroppo, è stato. L’ultimo a entrare nella lista degli inquisiti per riciclaggio è Luigi Genovese, figlio di Francantonio, neanche 21 anni e recordman di preferenze.
Eccoli, tutti i deputati dell’Ars che imbarazzano la politica siciliana e nazionale.

In foto: Luigi Genovese, Forza Italia, in uno scatto pubblicato sulla sua pagina facebook.

Luigi Genovese è stato eletto nelle file di Forza Italia con quasi 17mila voti, un record. Ma il suo cognome è ben noto. Il padre è l’ex deputato nazionale Francantonio Genovese ed è stato condannato ad 11 anni di reclusione in primo grado per corruzione, in un’inchiesta sui corsi d’oro della formazione siciliana. Dopo che il suo partito, il Pd, ha autorizzarono il suo arresto, l’ex onorevole è entrato in Forza Italia. Ora è indagato anche il figlio: è accusato dalla Procura di Messina di evasione fiscale e riciclaggio. La guardia di finanza ha sequestrato conti correnti, capitali, e azioni riconducibili alla famiglia Genovese per un ammontare di 30 milioni di euro. Secondo la Finanza sarebbero riferibili a lui, e al padre, fondi esteri schermati da una polizza accesa attraverso un conto svizzero.

Due giorni dopo il voto delle elezioni regionali siciliane è stato arrestato il neo deputato messinese Cateno De Luca (Udc), accusato di aver messo in piedi un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di un’evasione fiscale di circa un milione 750 mila euro. È tornato in libertà il 20 novembre scorso, con la revoca dei domiciliari. La Procura ha inviato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e ha confermato anche il sequestro di un milione e 750 mila euro.

Riccardo Savona, eletto con Forza Italia, è indagato invece per truffe su compravendite immobiliari. Sarebbero circa 20 le vittime del presunto raggiro. Per l’accusa, lui e la moglie avrebbero simulato la vendita di case per poi farsi consegnare il denaro.

Edy Tamajo il 5 novembre è stato il più votato a Palermo nella lista di Sicilia futura, a sostegno del candidato presidente del centrosinistra Fabrizio Micari. Tamajo è accusato dai pm di Palermo di aver comprato una parte dei consensi ottenuti pagando 25 euro a voto.

Ci sono poi altri due casi di deputati appena eletti che non risultano indagati, ma sarebbero coinvolti in vicende all’attenzione dei magistrati inquirenti. In un servizio delle Iene una donna ha raccontato di avere ricevuto in campagna elettorale una promessa di 50 euro in cambio del voto per Antonio Castro (Forza Italia). Luca Sammartino invece è stato eletto con oltre 30 mila voti nella lista del Pd. Ha annunciato querele per un video diffuso dal M5s in cui viene ipotizzato che un’anziana donna interdetta, ricoverata in una casa di cura, sia stata indotta a votare per lui. Dopo la denuncia presentata dal figlio della donna, la Procura ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti.