È un mondo visionario fatto di geometrie e grafiche optical quello di Motorefisico, il progetto artistico di Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, nato due anni e mezzo fa decorando un locale in zona Ostiense con una serie di trame lineari realizzate con lo scotch. Poi è arrivato il labirinto di linee simmetriche costruito nel 2015 sotto al Ponte della Musica, nel quartiere Flaminio, che ha catapultato Motorefisico all’attenzione del grande pubblico. Oggi i due designer e architetti romani esportano i loro lavori da Soul a Miami, attraversando l’Italia e il mondo. I materiali con cui realizzano le loro opere sono la resine, gli acrilici, il nastro adesivo. Illusioni ottiche e un cromatismo minimale sono alla base di lavori che uniscono tape art, interior design e street art.

Noi abbiamo incontrato i due creativi romani che saranno, nei prossimi giorni, tra i protagonisti di Triskell, il festival di musica elettronica che porterà i grandi nomi della scena techno internazionale ma anche l’arte contemporanea al Circolo degli Illuminati di Roma, dal 30 dicembre al 1 gennaio. (Info qui).

In foto: l’opera di Motorefisico sulla facciata della chiesa sconsacrata di Vigna Mangani a Roma.

L’INTERVISTA | MOTOREFISICO

Ho letto che il vostro nome è preso in prestito dal software che riproduce nei videogiochi le leggi della fisica. Come nasce il progetto Motorefisico?
Motorefisico nasce dalla voglia di organizzare in un progetto concreto una serie di idee grafiche e pratiche che abbiamo sviluppato nel tempo, per caso o per necessità. I nostri primi disegni li abbiamo realizzati sotto un ponte: dovevamo testare l’impatto estetico delle nostre trame nel mondo reale. Quando i nostri lavori sotto il ponte ci sono sembrati pronti abbiamo lanciato il progetto.

La vostra tecnica prediletta è il “disegno per detrazione”. Di cosa si tratta e come nasce questa scelta?
I nostri disegni, per via della loro natura geometrica, hanno la necessità di essere realizzati e pensati direttamente sulla superficie che andranno ad occupare. Per risolvere questo problema avevamo bisogno di costruire una sorta di stencil su misura. Il nastro adesivo è il mezzo che utilizziamo per la creazione di questi stencil, il passaggio successivo è venuto spontaneamente quando ci siamo resi conto che la durabilità in esterno del nastro è davvero ridotta ed è proprio dalla necessità di rendere i nostri lavori duraturi che è nata l’idea del disegno per detrazione.

In foto: istallazione per il BORDA Fest – Produzioni Sotterranee durante il Lucca Comics & Games.

Avete dichiarato: “Siamo vicini alla tape art, ma non facciamo soltanto tape art”. Come definireste la vostra arte?
Siamo inevitabilmente vicini alla tape art in quanto usiamo il nastro per costruire i nostri disegni, ma ci distacchiamo piuttosto velocemente dal momento in cui utilizziamo la vernice per creare dei disegni per detrazione. Non abbiamo al momento una definizione per la nostra arte: siamo vicini all’arte optical ma anche a quella concettuale e minimalista di Solomon LeWitt. La verità però è che tutti questi movimenti artistici li abbiamo scoperti solo dopo aver iniziato questo progetto.

State portando le vostre installazioni in decorazioni in Italia e nel mondo, in festival, piazze, ma anche abitazioni private e uffici. Quali sono stati i vostri ultimi progetti e quali quelli a cui siete maggiormente legati?
Negli ultimi due mesi Seoul e Miami sono stati i progetti più impegnativi. A Seoul grazie ad i nostri amici di Tape Over ci siamo potuti confrontare con una realtà insolita come l’allestimento di un evento Nike. Lavorare per il III Point Festival Miami è stato veramente entusiasmante seppur davvero faticoso, sempre in esterno con una temperatura media di 35 gradi e quasi il 90% di umidità. Abbiamo potuto assistere però all’intero processo organizzativo di un festival davvero imponente, il tutto nel cuore di wynwood che rappresenta uno degli spot più importanti per la street art globale.
Ci risulta difficile trovare un progetto preferito, tentiamo continuamente di sviluppare il miglior disegno possibile rispetto al luogo in cui ci troviamo e il lavoro non finisce finche non ci riteniamo completamente soddisfatti.
Detto questo sicuramente la facciata della chiesa sconsacrata di Vigna Mangani (Pietralata) per il festival Pietralarte e la scalinata nel parco di Monte Ciocci per il Nemo Fest sono stati due lavori molto soddisfacenti.

In foto: Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo (Motorefisico).

Sarete tra i protagonisti di Triskell Electronic Festival. Cosa porterete al Circolo degli Illuminati?
Stiamo preparando una serie di proiezioni stratificate con le quali approfondiremo il tema dell’illusione ottica e cercheremo di ripercorrere la nostra storia. Possiamo dirvi che le istallazioni che stiamo preparando per questo festival saranno veramente diverse da quello che abbiamo sviluppato fino ad ora.

Come nascono i vostri lavori? Seguite uno schema, un progetto prestabilito o preferite abbandonarvi all’improvvisazione?
Solitamente preferiamo abbandonarci all’improvvisazione, questo però non è sempre possibile, per i lavori più complessi e per realizzare preventivi accurati a volte è necessario un pensiero progettuale. Crediamo che premeditazione e improvvisazione siano due mondi differenti ma che entrambi contribuiscano alla crescita nostra e del nostro progetto artistico.

Dopo Triskell dove potremo vedere i vostri lavori e quali progetti avete in cantiere?
I progetti in cantiere sono molti, ma noi siamo scaramantici e preferiamo non parlarne.

Info | credits foto:
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