Isabella Corda è una rope stylist e bondager. Utilizza il feticcio della canapa sulla carne nuda per intrappolarla attraverso una complessa composizione di corde e nodi. “L’arte è connessione e le corde sono una rete di cui ognuno di noi può fare parte”, racconta Dolcissima Bastarda, alter ego – fin dagli esordi – di Isabella Corda. Dopo aver seguito un percorso di formazione personale nascendo dal mondo del bdsm, l’artista romana ora porta il suo mondo al Macro Asilo di Roma. Dal 15 al 20 ottobre, incontri, installazioni e performance, daranno vita a RI-CORDA. L’evento è l’esito di dieci anni di attività, dallo shibari alle ultime esperienze che hanno visto Isabella Corda protagonista in teatri, festival e club.
Noi l’abbiamo incontrata e a pochi giorni dal debutto al Macro Asilo, si racconta in questa intervista.

Perché leghi le persone e quando hai cominciato?
Ho cominciato a legare più di quindici anni fa, perché sono rimasta affascinata dal rapporto che si crea tra me e le persone che mi danno fiducia. È iniziato tutto per gioco negli ambienti fetish, dove viene dato risalto all’aspetto erotico di questo rapporto, ma il mio lavoro inaspettatamente è andato molto oltre. Mi sono sempre più appassionata ai nodi e ai diversi stili di legatura e da allora non mi sono più fermata.

Isabella Corda

Tutto nasce dal Giappone con lo shibari o kinbaku. Ci spieghi le origini di questa arte antica?
È un’arte così antica che compare nelle cerimonie religiose, in cui le corde simboleggiavano l’unione tra gli uomini e le divinità. Solo nel 1600 le legature entrano nell’immaginario erotico giapponese. La parola Kinbaku sta ad indicare la bellezza della schiavitù, della costrizione indotta dalle corde. Oggi viene svolta da alcuni anche come forma di rilassamento o come forma artistica di scultura vivente.

Hai dichiarato: “Si crea una speciale alchimia tra chi lega e chi è legato”. Cosa significa e quanto può stimolare anche a livello erotico?
L’aspetto erotico è una forma di alchimia, che dipende dal contesto in cui si è e dalla motivazione di chi si fa legare. Non tutti hanno un intento di questo tipo. Alcuni amano farsi legare per sentire le corde o semplicemnte come una forma di perfomance che ha un senso estetico particolare. Altri si fanno legare per lasciarsi andare alla volontà di un’altra persona, per sperimentare uno stato estatico che è quasi spirituale.

Sei stata una delle prime bondager italiane donna. Cosa ha significato? Hai incontrato pregiudizi o difficoltà?
Sicuramente stiamo parlando di una pratica in cui è molto più comune vedere un uomo che lega una donna, con un senso del potere e un gioco di ruoli coerenti con gli stereotipi di genere della nostra società. All’inizio, i puristi dello shibari mi guardavano con scettimismo. Queste difficoltà non mi hanno fermato, ma mi hanno motivato ad arrivare dove sono oggi. Diffondendo il mio lavoro ho contribuito a dare allo shibari un carattere più ampio di quello prettamente erotico. Oggi le mie corde interagiscono con le persone che si fanno legare, ma anche con gli ambienti, per creare enormi installazioni site specific che vengono visitate come opere d’arte.

Al Macro, festeggi 10 anni di attività. Cosa vedremo nella settimana di ottobre?
Dal 15 al 20 Ottobre l’area incontri del Macro viene letteralmente invasa da chilometri di corde di iuta. Se passate la mattina, mi trovate disponibile a farvi vedere come si fanno le legature. Il pomeriggio invece ci sono ogni giorno performance diverse. Le modelle che si fanno legare sono parte di uno spettacolo più ampio, fatto di teatro, musica, canto, danza e boby art. Le corde legano tra loro forme d’arte diverse e gli artisti che si esibiscono tra le mie corde sono artisti d’eccezione, ognuno dei quali propone un lavoro pensato appositamente per interagire con la mia installazione, creando un qualcosa di unico e di irripetibile.

In questi 10 anni pensi sia cambiata la scena dell’arte contemporanea legata soprattutto al mondo bondage e fetish?
Vedo un segno di cambiamento e di apertura dall’interesse che suscita il mio lavoro. Quello di cui ti posso parlare sono i cambiamenti che io stessa ho introdotto nell’arte dello shibari, portandola anche al di fuori dell’ambiente fetish. Ho fatto peformance in cui legavo le modelle in ambienti istituzionali come festival d’arte, auditorium e musei, tra cui il Macro stesso.

Anche tu tieni workshop introduttivi al bondage. Chi sono i tuoi allievi e qual è il pubblico di questa disciplina?
Da parecchi anni propongo seminari di introduzione e approfondimento del bondage. I miei allievi non rispondono ad un identikit preciso, sono sia uomini sia donne di età e formazioni diverse, ad indicare quanto sia vasto l’interesse per questa forma d’arte. Io insegno loro a fare nodi di tipi diversi e a lavorare in sicurezza, ma anche a muoversi su un palcoscenico e a porsi in un certo modo verso il pubblico. Ogni performance è in un certo senso uno spettacolo teatrale, che richiede di lavorare sulla propria presenza scenica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e impegni?
Potrei anticiparvi tante cose, ma al momento sono completamente concentrata sulla settimana al Macro. Non potete mancare, tutti gli eventi sono gratuiti ed ogni evento è unico.

15/20 Ottobre 2019
#Area incontri del Macro Asilo
RI-CORDA
Dieci anni di corde che legano le forme d’arte
A cura di Isabella Corda

La settimana tra il 15 e il 20 Ottobre vale la pena passare al Macro Asilo di Roma, che ospita il lavoro di Isabella Corda “RI-CORDA”. L’evento celebra i dieci anni di attività dell’artista, che parte dallo shibari per arrivare alle grandi opere dell’ultimo periodo. Filo conduttore di tante sperimentazioni sono le corde, protagoniste indiscusse di un’attività artistica che colpisce per la sua originalità. Isabella lascia un segno in chi prende parte alle sue installazioni non solo per la particolarità delle opere, ma anche per la capacità di coinvolgere il pubblico. Gli ultimi grandi lavori sembrano enormi ragnatele che si moltiplicano nello spazio, fagocitando gli spettatori.
Chilometri di corde di juta invadono l’area incontri del Macro Asilo, espandendosi sempre di più in un divenire aperto all’attenzione dei curiosi, che possono assistere durante tutta la giornata. Ogni giorno è prevista una performance diversa (vedi il programma del museo per gli orari), in cui Isabella interagisce con gli artisti ospiti di un progetto che offre emozioni sempre diverse. Le corde di Isabella legano tra loro gli animi e creano un collante tra le forme d’arte: lo shibari (Tinttu Henttonen), la musica (Massimo Baiocco, Daniele Casolino, H.E.R., Michele Papa, Mauro Tiberi, Rosy Togaci Gaudiano, Verdiana Raw, Noemi York), la danza (Tiziana Cesarini, Francesco Pizzirusso), la pittura (Miguel Gomez) e le arti performative (Damiana Ardito, Sara Ben Ismail, Black Bijou, Inanna Trillis, Nilde Mastrosimone de Troyli). L’arte è connessione e le corde sono una rete di cui ognuno di noi può fare parte.

Programma

Martedi 15
“TOTEM”
Isabella Corda /Francesco Pizzirusso (danza)/Noemy York (musica live)
Ore 18.30-19.30

Mercoledi 16
“KORE”
Isabella Corda/ Nilde Mastrosimone (teatrodanza)/Rosy Togaci Gaudiano (voce, theremin, musica elettronica)/Michele Papa (voce, loop, musica elettronica).
Ore 17.00-18.00

Giovedi 17
“ROPES & COLORS”
Isabella Corda /Miguel Gomez (bodypainting), Daniele Casolino (musica live)/ Damiana Ardito e Black Bijou (muse)
Ore 18.30-19.30

Venerdi 18
“CORPI IN MUSICA”
Isabella Corda /H.E.R (violino elettrico)/Daniele Casolino (musica live)/ Inanna Trillis e Sara Ben Ismail (muse)
Ore 16.00-17.00

Sabato 19
“IL CANTO DELLE CORDE”
Isabella Corda /Tinttu Henttonen (shibari)/Mauro Tiberi e Verdiana Raw (canto armonico e musica live)/Inanna Trillis, Sara Ben Ismail, Black Bijou (muse)
Ore 20.00-21.00

Domenica 20
“ARACNE”
Isabella Corda /Tiziana Cesarini (teatrodanza), Massimo Baiocco e Noemi York (musica live).
Ore 19.00-20.00

Link:
www.isabellacorda.com

www.facebook.com/Isabellacorda
Youtube | Vimeo
corda.isabella@gmail.com

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 12 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..