Elezioni Europee 2024. La destra ha ottenuto ottimi risultati in Francia (dove Macron ha sciolto il Parlamento) e Germania, ma la coalizione di Popolari, Socialisti e Liberali dovrebbe tornare ad avere la maggioranza.

La Redazione

A luglio si riunirà per la prima volta la plenaria del nuovo Parlamento europeo, come uscito dalle elezioni che negli scorsi giorni hanno visto votare centinaia di milioni di cittadini Ue. I parlamentari europei sono 720 dei quali 72 quelli eletti in Italia.

Resta primo partito il PPE (Partito Popolare Europeo, i Democratici Cristiani), di cui in Italia fanno parte Forza Italia e Südtiroler Volkspartei. Il PPE passa da 176 seggi si passa a 186.
Il gruppo S&D (Socialisti Democratici), in cui entra il Pd, è il secondo partito e segna un calo di 4 deputati: da 139 si scende a 135.
Sono andati male i liberali di Renew Europe che resta la terza forza politica all’Eurocamera ma perde 23 seggi: passa da 102 a 79 deputati.
Anche i Verdi calano sensibilmente: da 71 a 53.
Resta stabile il Gue/Ngl, il Partito della sinistra europea, da 37 a 36 seggi.
Le destre avanzano in Europa, come in molti singoli Stati membri. Il gruppo politico di cui fa parte Fratelli d’Italia è l’ECR (Conservatori e Riformisti europei) che da 69 deputati arriva a 73. Cresce anche quello di cui fanno parte la Lega e il Rassemblement National di Marine Le Pen, gli euroscettici dell’ID (Identità e Democrazia): raggiunge quota 58, guadagnando 9 rappresentanti.
Poi c’è il gruppo dei non iscritti, in cui entra il MoVimento Cinque Stelle. I loro seggi passano da 62 a 45.

Per l’elezione della nuova commissione serve la maggioranza assoluta (50%+1), che adesso corrisponde a 361 voti. Le destre unite non hanno la maggioranza, mentre la cosiddetta “maggioranza Ursula” composta da PPE, S&D e Renew Europe (quella che governa attualmente l’Europa) ha più di 400 deputati e i Verdi hanno dichiarato di essere disposti ad una trattativa per il sostegno all’attuale maggioranza.

I risultati nei Paesi

In Francia, il Rassemblement National di estrema destra sale di oltre un punto, al 31,4% ed è il primo partito. La lista centrista guidata dal partito del presidente Emmanuel Macron si assesta sul 14,4%; terza è la coalizione tra Partito Socialista e il movimento Place Publique di Raphaël Glucksmann, al 13,7%. Al quarto posto, c’è La France Insoumise, di sinistra, al 10,2%. Il partito dei Repubblicani (LR) di centrodestra, fondato dall’ex presidente Nicolas Sarkozy, è quinto al 7,1%. Superano la soglia di sbarramento del 5% anche l’estrema destra di Reconquête!, 5,3%, e i Verdi col 5,2%. Dopo i risultati, Macron ha sciolto il parlamento e ha indetto le nuove elezioni per il 30 giugno.

In Germania, vincono i popolari. L’estrema destra dell’AfD è il secondo partito con il 15,6% dietro alla Cdu/Csu (30,3%) e davanti all’Spd (14,1%) del cancelliere Scholz. Gli altri: Verdi 12,5%, BSW 6%, FDP 5%, Sinistra (Linke) 3% Volt 3%.

In Spagna i Popolari vincono di poco sui socialisti. Questi i dati: Partito popolare (Ppe) al 32,4%. Seguono: Psoe (S&d) 30,2%; Vox (Ecr) 10,4%; Sumar (La Sinistra/Verdi) 6,3%; Podemos (La Sinistra) 4,4%.

In Austria, vince la destra: il primo partito è il Partito della Libertà (Fpö), con circa il 25,7% dei voti. ​Il Partito popolare di centrodestra, che guida il governo è al secondo posto con il 24,5%, seguito dai socialdemocratici, all’opposizione, indietro di pochi decimale con il 23%.

La destra ha vinto le elezioni europee in Belgio, dove il partito liberale del primo ministro uscente Alexander De Croo è andato particolarmente male e il premier si è dimesso.

In Olanda, ha vinto la coalizione tra socialisti e verdi, guidata proprio dal socialista Frans Timmermans che manderà a Strasburgo 8 parlamentari. Il tandem rossoverde con il 21,7% ha superato i sovranisti di destra di Geert Wilders vincitori pochi mesi fa della politiche ma stavolta fermi al 17,7%.

In Danimarca, a prevalere è il partito popolare socialista FS, che fa capo in Europa al gruppo dei Verdi: è al 18,4% e prevale sui socialdemocratici della premier Mette Friederiksen(15,4).

In Svezia il partito socialdemocratico riafferma la sua leadership uscendo dalle urne con il 24,9%. Nettamente staccato il Partito moderato di centrodestra (17,1).

A Malta la prima forza politica è il Partito laburista (affiliato ai Socialisti e democratici) con il 44,7% dei voti, superando il Partito nazionalista (Popolari) dell’attuale presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che si attesta al 42,5%.

In Ungheria, crolla di ben 8 punti Fidesz del primo ministro ungherese Viktor Orbán che però resta primo partito con il 43%, mentre cresce molto il partito Tisza di Péter Magya al 31%.

In Portogallo vincono i socialisti, a cui va il 32,1% dei voti. Battuto di un soffio Alleanza Democratica, che fa capo alla famiglia del Partito Popolare (3o,4). Seguono Iniziativa Liberale (9,8) e gli estremisti di destra di Chega (9,2).

In Polonia, secondo gli exit poll, il premier Donald Tusk (Ppe) conferma il suo vantaggio sul Pis dell’ex premier di estrema destra Mateusz Morawiecki.

In Finlandia, il partito conservatore Kok-Epp, attualmente al governo nazionale, ha ottenuto circa il 25,3% dei voti, seguito dal partito di sinistra Vas-Left con il 18,3%.

In Croazia ha vinto il partito di governo, di centrodestra, Unione democratica croata.

In Slovacchia, ha vinto il partito di opposizione filoeuropeo Slovacchia Progressista (PS), che ha preso il 27,8%. Il partito populista e filorusso del primo ministro Robert Fico, Direzione–Socialdemocrazia (Smer), è arrivato secondo con il 24,76% dei voti.

In Irlanda è in leggero vantaggio il Fianna Fail, il partito che si riconosce nei liberali di Renew, con il 16,5%. E’ tallonato però dal Fine Gael a cui gli esperti assegnano il 16,28%. 

Il centrodestra del Ppe, inoltre, ha vinto in Grecia, Lussemburgo, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria e Repubblica Ceca.