Gli stretti vicoli si arrampicano e precipitano dalle colline, l’intricato e caotico regno sembra una ragnatela dalle geometrie assolutamente complesse. Il centro storico di Napoli è un mondo sorprendente e mai scontato. Tra i vicoli si trovano “bassi” in cui la gente vive la propria quotidianità, piccoli laboratori tessili, tanti negozietti familiari e appartamenti più borghesi ai piani alti. Sono zone molto popolate, in cui la gente fa ancora figli. Si coglie l’energia della vita ad ogni angolo. La presenza di moltissime palestre testimonia come qui l’Italia sia ancora giovane. La cultura del fisico è fondamentale per i ragazzi del vecchio centro storico. Per conoscere meglio questo mondo abbiamo parlato con due personal trainer, Rosario D’Angelo e Nunzio Della Corte, molto conosciuti in zona.

Che persone vengono da voi?
Nunzio: Vengono soprattutto ragazzi dai 15 ai 25 anni, le ragazze frequentano di più i corsi collettivi. Hanno ancora la fobia di diventare troppo muscolose, sono falsi miti che ancora resistono. I ragazzi chiedono quasi tutti di farsi il fisico, arrivano con foto di modelli che spesso più che sport usano farmaci. All’inizio, non puoi dirgli di no, ma tenti di fargli capire che ci vuole tempo e magari che il loro fisico non sarà mai come quell’atleta, ma potrà comunque arrivare al massimo delle sue capacità fisiche.
Rosario: I ragazzi quando cominciano a sentirsi meglio di prima, capiscono che non è solo estetica.

I giovani badano più all’estetica che al benessere fisico?
Rosario: I ragazzi ti danno uno standard, alcuni magari all’inizio vogliono un fisico armonico e poi quando iniziano ad allenarsi e si vedono ingrossare i muscoli, in molti casi si lasciano prendere e non vogliono smettere di aumentare massa. I giovani che capiscono che devono puntare sull’elasticità e sulle prestazioni del loro fisico sono una minoranza ma ci sono. Io per fortuna ne ho parecchi che con il tempo hanno compreso lo spirito del fitness.
Nunzio: Alcuni arrivano perché non accettano il loro fisico e hanno bisogno di migliorare il proprio corpo per sentirsi meglio. Di solito scelgono il personal trainer attraverso i consigli degli amici, anche perché molti allenatori hanno perso credibilità per aver promesso l’impossibile.
 
I personal trainer non sono sempre attenti alla salute dei ragazzi?
Rosario: oggi chiunque può fare il personal trainer, non c’è un vero controllo su chi lo fa.
Nunzio: Le persone hanno due vite, una reale e sui social media, quella virtuale è molto legata al fitness. La foto, il selfie con il muscolo sono quasi più importanti di farsi il fisico nella vita reale. Aumenta l’autostima, in modo sbagliato, il modo giusto è aumentare davvero le prestazioni sportive e il proprio fisico in modo duraturo. Ecco perché alcuni personal trainer vendono facili illusioni.

Si tratta quindi di una questione psicologica?
Rosario: Ogni tanto capitano ragazzi che non escono di casa, stanno sempre al computer e sono grassottelli. Vengono qui, dimagriscono, migliorano il fisico e si fidanzano. Appena trovano la ragazza, non li vedi più.

A Napoli i canoni estetici cambiano da quartiere a quartiere.
Nunzio: Assolutamente, nei quartieri popolari del centro storico si vuole sembrare grossi per incutere timore, mettere massa o avere gli addominali o essere bello senza maglietta. Nei quartieri più borghesi si cerca maggiormente la prestazione fisica.  Nelle zone popolari vi sono canoni estetici molto chiari, dalla barba, ai tatuaggi alla maglietta nera.

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I ragazzi cercano facili scorciatoie?
Rosario: Molti ragazzi cercano la formula magica per raggiungere il fisico il più velocemente possibile per potersi confrontare con gli altri. Però anche qui c’è una differenza tra integratori e anabolizzanti. Sono due modelli assolutamente diversi. I primi possono essere un aiuto, i secondi sono pericolosi. Purtroppo ci sono ragazzi che ti chiedono già il primo giorno cosa possono prendere per ottenere un risultato.
Nunzio: Gli integratori sono elementi che già si trovano nell’alimentazione. Quindi se hai un’alimentazione corretta non servono, ma se non ce l’hai possono compensare. Per esempio le proteine possono aiutare a mettere massa.

Le palestre stanno cambiando negli ultimi anni?
Nunzio: Dieci anni fa si faceva più fitness per raggiungere una migliore prestazione fisica, oggi si va in palestra soprattutto per raggiungere canoni estetici.
Rosario: Stanno cambiando i motivi per cui si va in palestra. Oggi ci si va per motivi sociali, ci vai per fare nuove conoscenze, per rimorchiare. Stanno venendo meno le piccole palestre di quartiere e stanno invece aumentando le mega catene di palestre in cui vanno centinaia di persone.

Si è meno seguiti nelle grandi palestre?
Nunzio: oggi sei spesso solo in queste mega palestre, sono il cellullare e il software che ti dicono che esercizi fare e come farli. Il personal trainer tende a fare solamente i personal. In pratica si sta sempre più soli nell’esecuzione dell’esercizio, mentre si socializza per fini diversi dalla palestra con i vicini.
Rosario: Il software non può capire le specificità delle persone e soprattutto non può capire i i risvolti psicologici. Per esempio se i ragazzi fanno sport per insicurezza o solo per aderire a un canone estetico.

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Gli sport orientali hanno sempre una filosofia dietro, accade anche nel fitness?
Nunzio: Lo yoga vuole aumentare il benessere psicofisico, la lotta ha come scopo migliorare la capacità di combattimento. Mentre in palestra si tende a non spiegare la filosofia che vi è dietro. Va fatto comprendere che il fitness serve per vivere meglio e non solamente per adeguarsi ai canoni estetici o per fare il “guappo” di quartiere. Il personal trainer spesso diventa anche un confidente e può anche aiutare le persone a migliorare alcuni aspetti della vita, seguendo la filosofia del “mens sana in corpore sano”. La volontà è fondamentale, la maggioranza della gente spesso arriva demotivata e demotiva il personal. Ogni tanto arrivano persone che sono disponibili a sacrificarsi e allora si può lavorare bene. Diventa un lavoro in simbiosi. Serve allenarsi, mangiare bene e dormire. In palestra non è fondamentale allenarsi per più di un’ora, il sovrallenamento non serve per una questione di ormoni. Più che gli esercizi, dipende come li si fa, non bisogna creare problemi posturali, caricare troppo o fare esercizi troppo difficili che si è visto fare ad altri nei video. Anche arrivare la prima volta in palestra e chiedere cosa devo prendere è sbagliatissimo, meglio capire come migliorare la propria alimentazione.

A scuola si fa ancora sport?
Nunzio: Lo sport a scuola è un animale mitologico, sembra tanto l’ora d’aria nelle carceri. Al massino si gioca a palla a volo, calcio o si corre.
Rosario: I professori hanno paura che i ragazzi si facciano male e quindi fanno poco.

I ragazzi capiscono ancora il valore dell’originalità o si sentono sicuri nel gruppo?
Nunzio: Spesso manca l’originalità di pensiero, questo perché la scuola non insegna più l’intelligenza creativa. Si insegna a imparare tutto a memoria. Anche i social impongono di fare le foto con la giusta luce e hashtag. L’individuo diventa vuoto e trova il significato nel gruppo. A volte poi ci sono le persone che dopo un forte choc cercano la rivincita, magari per problemi di salute o per un lutto, una delusione amorosa, o perché sovrappeso o sottopeso. In questi casi il personal trainer ha un ruolo molto psicologico.

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