Da Crotone a Portland. Maurizio Fiorino, fotografo e scrittore, è il protagonista, con altri ventitré artisti provenienti da tutto il mondo, della mostra dal titolo “Il ritratto: Immagine e Identità”. Il lavoro selezionato fa parte di un progetto che l’artista sta realizzando da diversi mesi, la storia del giovanissimo pugile professionista Alessio Lorusso e del suo migliore amico Diego, due ragazzi di strada col viso completamente tatuato.

«Ho conosciuto Alessio per via di un reportage che stavo realizzando sul mondo della boxe in Italia» spiega Fiorino. «Non appena l’ho scoperto su Instagram, ho iniziato a seguirlo e a chiedergli di posare per me. C’ho messo mesi, ma alla fine ce l’ho fatta. Il loro aspetto è soltanto una maschera e da qui ho iniziato a riflettere su come la gente giudica soltanto guardando le apparenze. Ognuno ha la sua storia personale, bisogna rispettare tutti. Morale della favola? Io, Alessio e Diego oggi siamo diventati una piccola famiglia».

Di Maurizio Fiorino.
Per Fiorino si tratta di un ritorno negli Stati Uniti che a New York ha esordito con una collettiva alla Leslie Lohman Gallery nel 2008. La mostra è visitabile dall’1 al 20 marzo, alla Black Box Gallery di Portland. Curatrice della mostra è la newyorchese Amy Arbus. Allieva di Richard Avedon, la Arbus è una stimata fotografa nonché una docente di ritrattistica in diverse università americane. Ma è famosa anche per essere la primogenita di Diane Arbus, una delle più annoverate fotografe del secolo scorso.

Di Maurizio Fiorino.

Di Maurizio Fiorino.