Il capoluogo pugliese, con il suo lungomare, il centro storico, i suoi teatri e gli splendidi borghi della provincia affacciati sul mare o tra le colline delle Murge, è oggi una meta turistica sempre più ambita.

Bari profuma di mare. I pescherecci attraccati al porto, già crocevia di scambi commerciali e luogo di incontro tra culture, sono nell’immaginario collettivo il simbolo di una città che ha deciso di rinascere. E la rinascita del capoluogo pugliese parte proprio dal suo lungomare, dove è un vero piacere passeggiare, immersi tra gli incantevoli palazzi in stile liberty e littorio del Borgo Murattiano. Oggi il Lungomare Nazario Sauro è uno dei più belli d’Italia grazie al tocco elegante e romantico dei suoi tanti lampioni e delle panchine rivolte verso il mare.

Bari non è solo una meta turistica, ma una destinazione irrinunciabile per viaggiatori e globetrotter che vogliono saperne di più sul Sud Italia e scelgono nuovi luoghi per scoprire il tacco dello Stivale, tra percorsi enogastronomici e cultura. Dalla finestra di fronte c’è il Mare Adriatico e si respira ancora quell’aria mediorientale che ha influenzato il centro storico nelle sue architetture, che strizzano l’occhio anche all’arte normanno-sveva e romanico-bizantina. C’è il sapore tardo-rinascimentale anche nelle chiese e nelle basiliche. Come quella di San Nicola, un vero e proprio monumento di culto per i baresi, raggiungibile dopo aver attraversato gli affascinanti vicoli che testimoniano la tradizione medievale della città. La basilica custodisce le reliquie di San Nicola, portate da sessantadue marinai baresi il 9 maggio 1087. Nella chiesa, convivono due religioni: quella cristiana e quella ortodossa. Ancora oggi le celebrazioni in rito ortodosso si tengono al piano inferiore accanto al simulacro del santo.

Basilica di San Nicola. Foto © Antonio Leo

Il centro storico di Bari Vecchia, da alcuni anni recuperato, è oggi un dedalo di locali, bistrot, piccoli club e gallerie d’arte contemporanea, tra le vie lastricate, immerse nel profumo di panzerotti e focacce appena sfornate. Camminando tra i vicoli stretti e i panni stesi, Bari Vecchia conserva quel folclore difficile da trovare altrove. Il vicolo per eccellenza è via Arcobasso dove, ogni giorno per strada, le donne preparano “strascinet” (orecchiette), “fascinet” (fusilli lisci), cavatelli o cappelli del prete impastate semplicemente con acqua e semola di grano duro. Nella lista Newsweek, è tra i 101 migliori posti al mondo di street food.

Nel cuore di Bari Vecchia, è custodita la Cattedrale di San Sabino, edificata tra il XII e il XIII secolo, con le sue linee architettoniche romanico-pugliesi che richiamano quelle della Basilica di San Nicola. La Cattedrale è un mondo di storia, di fede e di arte. Gli amanti dell’archeologia non rinunceranno a visitare il Museo Archeologico e la Pinacoteca Provinciale situata all’interno del Palazzo della Provincia dove è possibile ammirare opere del Tintoretto, Giorgio de Chirico e Carlo Carrà, in una promenade visiva che spazia dal classico al futurismo con accenti avanguardisti. Imperdibile è il Castello Normanno-Svevo, la cui costruzione si fa risalire a Ruggero II di Sicilia, vero e proprio simbolo pugliese che con il Fortino difensivo di Sant’Antonio Abate, ricostruito dagli abitanti nel ‘500, è la carta d’identità della Bari Vecchia, ricca di storia, profumi e cultura. Da non perdere è l’imponente complesso monumentale di Santa Scolastica, scrigno prezioso di un’ampia collezione archeologica, ospitata dal suo ricco Museo Archeologico. Le origini del monastero risalgono al 755, in epoca carolingia, sotto il papato di Stefano II. Il complesso è tra i più belli e suggestivi di Bari e della Puglia. La storia cittadina si racconta attraverso immagini e affascinanti cimeli d’epoca nel Museo Civico di Bari che racchiude la donazione della famiglia Tanzi.

Nel cuore del quartiere Carrassi, in corso Benedetto Croce, la Chiesa russa di San Nicola, di culto ortodosso russo, risale agli inizi del XX secolo. Nel 1911, la Società Imperiale Ortodossa di Palestina commissionò ad Aleksej Viktorovič Ščusev l’edificazione del tempio, la cui prima pietra venne posta il 22 maggio 1913. Le autorità baresi e russe portarono in dono una grande icona del Santo, dipinta secondo modelli antichi.

Castello Normanno Svevo e la Chiesa russa di San Nicola. Foto © Antonio Leo

Tra startup, laboratori creativi, parchi urbani e studi cinematografici e musicali, Bari guarda al futuro. La città contemporanea sfoggia vitalità e intraprendenza. L’offerta culturale oggi è vivissima, anche grazie al neonato Polo del Contemporaneo, frutto del recupero di tre edifici storici come il raffinato Spazio Murat (sede del Puglia Design Store), l’ex mercato coperto del pesce, che sarà centro delle eccellenze gastronomiche, e il Teatro Margherita, uno splendido edificio rosa in stile Liberty sul Lungomare, che ha una storia molto suggestiva da raccontare. Il teatro infatti fu costruito tra il 1912 e il 1914 su una palafitta e, inizialmente, era fatto di legno. Nacque sul mare per sovvertire l’ordinanza comunale dell’epoca (concordata con la famiglia dei Petruzzelli, proprietari del teatro cittadino più famoso), che impediva la costruzione di nuovi teatri sul suolo comunale. Nel 1911, però, un grosso incendio distrusse completamente il Teatro Margherita, così si decise di riedificarlo con cemento armato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, venne occupato dall’esercito angloamericano e rinominato Garrison Theatre. Danneggiato dalle bombe, solo nel 2009 sono iniziati i lavori di restauro, terminati nel 2018. Ancora oggi detiene un record: è l’unico teatro d’Europa per questa particolare costruzione su palafitte.

Dopo aver dato nuova vita al Petruzzelli (il più grande teatro privato d’Europa che ospita il Bif&st-Bari International Film Festival), al già citato Margherita e al Piccinni – il più antico della città, con il suo Auditorium dedicato al compositore milanese Nino Rota – avanzano i lavori di restauro del Kursaal Santalucia, con la facciata restaurata e da poco svelata grazie ad una nuova illuminazione. Oggi è uno dei palazzi più belli di Bari in stile Liberty, realizzato nel 1925 e punto di riferimento culturale e sociale della comunità barese. I teatri, le gallerie e i club animano la città sotto il profilo creativo e sperimentale, tanto da renderla vivace e irrefrenabile sul piano artistico e letterario con la lirica, spettacoli, pièce e mise en scène di autori contemporanei e drammaturghi, che alimentano anche l’universo off del mondo teatrale con le loro opere in giro per l’Italia.

Teatro Margherita. Foto © Antonio Leo

A Bari, meritano una visita anche Piazza del Ferrarese, che conserva tracce della pavimentazione della via Appia Traiana costruita dai romani, ma anche la Muraglia con il punto più alto rappresentato dal Fortino di Sant’Antonio Abate, eretto per scopi difensivi e oggi usato per eventi culturali.

Nella Bari Nuova esplode la vocazione mercantile di tradizione ottocentesca, in un gioco architettonico che ricorda un’elegante scacchiera e che rinnova annualmente l’appuntamento con la Fiera del Levante, che nel 2021 ha raggiunto la 85esima edizione: nata nel 1930, è una delle principali fiere italiane e del Mediterraneo. Presso il Quartiere Fieristico, il nuovo Centro Congressi della Fiera del Levante è oggi il più grande centro congressi del Mediterraneo. Aperto 365 giorni, con i suoi 30.000 mq, ospita eventi internazionali e meeting.
L’anima moderna di Bari è nel Quartiere Murat o Murattiano. Inizia da Corso Vittorio Emanuele e si estende fino alla Stazione Centrale: è un piacere passeggiare per le vie e lasciarsi conquistare dai bellissimi palazzi del tardo Settecento e inizio Ottocento. Tra le vie dello shopping, come via Sparano, c’è Palazzo Mincuzzi costruito nel 1920 con il suo stile Art Nouveau.

Teatro Piccinni. Foto © Antonio Leo

Bari è anche nightlife e movida per i nottambuli nei tanti locali del centro storico: musica live, concerti indie e show cantautorali sono in programma ogni giorno in via Abate Gimma, via Boemondo, viale della Repubblica e Piazza Mercantile, vecchio luogo di mercati e scambi d’epoca medioevale che ospita la colonna della giustizia, chiamata dai baresi colonna infame, ovvero la gogna cittadina per i debitori, insolventi e i falliti. La vita notturna è vivacissima soprattutto nelle calde notti estive tra festival e manifestazioni, pronte a ripartire in questa estate post-Covid.

Cosa visitare in provincia | Di Mauro Orrico

Alberobello. Foto © Antonio Leo

Se Bari è il cuore antico e popolare della Puglia proiettata nel futuro, la provincia è un incanto di borghi, villaggi e meraviglie storiche, paesaggistiche e architettoniche. Simbolo della Puglia, ma diffusi anche in altre zone della regione, i trulli di Alberobello sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. I trulli esistono in Puglia fin dalla preistoria: si tratta di costruzioni a secco di pietra calcarea, che qui abbonda, con il tetto a cono formato da lastre orizzontali che si restringono verso l’alto. Visitando il paese, vi sembrerà di essere capitati in un villaggio di fate. Da Alberobello, si estende il cuore della Valle d’Itria che attraversa la provincia di Bari, ma anche quelle di Taranto e Brindisi.
Il borgo di Locorotondo è uno dei più belli d’ italia con i suoi balconi fioriti e l’incantevole centro storico. Il paese, oltre ad ospitare d’estate il già citato Locus Festival, è rinomato anche per il vino: perfetta combinazione di sapore ed eleganza, il vino di Locorotondo nasce nei vigneti della terra dei Trulli ed è uno dei migliori vini Pugliesi.

Locorotondo. Foto © Antonio Leo

A poco meno di 40 chilometri da Bari, Monopoli è una vera esplosione di rara bellezza tra chiese, palazzi nobiliari, piazze e antichi vicoli. Il suo centro storico, di origine alto-medievale, è uno dei più belli e caratteristici e si affaccia sul mare circondato da alte mura.
Poco più a nord, Polignano a Mare è la perla dell’Adriatico. La città di Domenico Modugno, è uno dei luoghi più belli della Puglia. Ogni anno, turisti e abitanti affollano le sue splendide spiagge. Il nucleo più antico di questo paese sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sull’Adriatico da cui è possibile godere vedute panoramiche incredibili. Polignano ospita anche uno dei più prestigiosi musei di arte contemporanea in Puglia: la Fondazione Museo Pino Pascali nasce nel 1998 in seguito a una consistente donazione di opere e cimeli appartenuti all’artista Pino Pascali. Oltre al nucleo fondativo, espone lavori degli artisti pugliesi tra i più significativi e le opere degli artisti vincitori del Premio Pascali.

Polignano a Mare (BA). Fondazione Museo Pino Pascali, “Dialoghi 4.0. Pino Pascali – Gino Marotta” a cura di Lorenzo Canova. © Gino Marotta, “Oasi d’ombra” (1966-1973), metacrilato.

Meritano di essere scoperti e amati anche il centro storico di Conversano, città ricca di arte e cultura, quello di Giovinazzo, Molfetta, la Cattedrale di Bitonto.
Di straordinaria bellezza paesaggistica, il Parco nazionale dell’Alta Murgia, istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani. Grandi distese di verde si frammentano in linee vive di vigne, mandorli e fichi, distese di grano, campi di papavero, fino ai borghi imperdibili di Altamura e Gravina di Puglia, nella Terra delle Gravine, tra canyon e incantevoli paesaggi lunari. Un viaggio in queste terre è anche un percorso di incredibile bellezza nei tesori dell’archeologia pugliese: proprio ad Altamura, è custodito uno straordinario reperto archeologico noto come l’Uomo di Altamura, uno scheletro fossile di un uomo vissuto nel Pleistocene superiore. Si trova nella grotta di Lamalunga: un gioello dell’archeologia immerso tra cavità carsiche e stretti cunicoli.

Sull’altopiano calcareo delle Murge sud orientali, le Grotte di Castellana sono uno dei complessi di grotte più spettacolari d’Italia. Con oltre 3 km di percorsi e profonde più di 100 metri, sono famose per la Grotta bianca, conosciuta come la grotta di alabastro più splendente del mondo, e si trovano a circa 44 km da Bari. Un percorso straordinario tra stalattiti e stalagmiti dalle forme e dai colori stupefacenti.

Bari a tavola

L’enogastronomia barese, vera pietra miliare del capoluogo pugliese, diventa un’esperienza multisensoriale, fatta di sapori del passato che sposano le contaminazioni culinarie più innovative e contemporanee. Dalle orecchiette (strascenàte) con le cime di rapa, piatto cult della cucina barese, passando per gli gnocchetti di semola detti “megnuicchie” e i deliziosi panzerotti ripieni di ricotta e lardo, fritti rigorosamente nell’olio locale come vuole la tradizione, fino alle pettole, golosità dall’impasto che ricorda quello della pizza rustica. Tipici del posto sono gli ormai iconici spaghetti all’assassina e i calzoni al forno farciti con acciughe salate, capperi, olive e cipolle. Una delle specialità baresi è sicuramente la tiella di patate, riso e cozze, delizia ereditata dall’occupazione spagnola che rimanda alla paella.

Fra i piatti di pesce, da accompagnare con gli ottimi vini bianchi della terra di Puglia, le alici arraganate, l’orata alla San Nicola e il dentice alle olive. Se volete immergervi nella tradizione culinaria di mare, a pochi passi dal Teatro Margherita, c’è il mercato del pesce chiamato dai baresi N’derre la lanze: street food per eccellenza con ricci, cozze, vongole, polpi, seppioline da mangiare rigorosamente crudi con il limone. Per concludere in dolcezza il pasto della tradizione barese, non possono mancare bocconotti e zeppole. E sorseggiare un buon bicchiere di primitivo, a Bari, è sempre una buona idea per godere della bellezza della rinata area metropolitana del Mezzogiorno.

Testo di Gustavo Marco P. Cipolla
Foto di Antonio Leo
Provincia di Bari ed enogastronomia: contributi di Mauro Orrico

 

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