Il report della Fondazione Delphos ha analizzato 226 siti culturali in Italia: nel 2025 l’aumento dei visitatori è stato del +15,8% rispetto al 2024. I parchi archeologici da soli generano 10,2 milioni di ingressi. Il Nord e il Centro si dividono quasi tutto il mercato. Il Sud è ancora fanalino di coda.

Di Marta Foresi

Sono i parchi archeologici a trainare il comparto della cultura in Italia: da soli generano oltre 10,2 milioni di ingressi. I siti culturali italiani godono di ottima salute con un boom registrato nel 2025 pari al +15,8% rispetto al 2024, per un totale di 49,2 milioni di biglietti emessi nel biennio. Sono questi i dati forniti dall’Osservatorio Big Data e Luoghi della Cultura della Fondazione Delphos, il rapporto pensato per indagare il comportamento dei visitatori con un approccio «data driven». Dei 226 siti culturali italiani analizzati, fanno parte musei, aree archeologiche, monumenti, parchi, giardini storici e aree di interesse naturalistico, istituti statali, enti pubblici non statali, privati, ecclesiastici, aziendali. Il rapporto si fonda su basi numeriche provenienti da MidaTicket, sistema di biglietteria leader in Italia nel settore culturale.

Il report, quest’anno alla seconda edizione, è stato presentato a Roma nel corso del convegno «Big Data e Luoghi della Cultura» a cura della Fondazione Delphos e del Ministero della Cultura, Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa), Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (Ic-Vepp).

Il Turismo internazionale

Sette visitatori su dieci vengono dall’estero. Il primo mercato straniero è il Regno Unito, con il 13,1% degli accessi, davanti agli Stati Uniti, fermi al 10,7%. Gli italiani si attestano al 30,3%. Tra le sorprese della stagione, la Finlandia che era allo 0,3% nel 2024, ma nel 2025 ha raggiunto il 2,1%, con un balzo inatteso.

Crescono l’online e il costo del biglietto

Il processo di digitalizzazione cresce in Italia anche nel settore culturale. La cassa fisica passa dal 62,9% del 2024 al 56,5% del 2025. Contestualmente l’online sale di oltre 4 punti (36,8% contro il 32,6% dell’anno precedente). Nelle grandi venue (con oltre 80.000 visitatori mensili) il digitale è già realtà dominante: il 59,3% degli acquisti avviene online e i pagamenti dematerializzati coprono quasi il 70% delle transazioni.
Aumenta nel 2025 anche il costo medio per un biglietto interno (+6%, da 10,32€ a 10,97€) con il Lazio al primo posto per quanto riguarda il valore medio più elevato (14,34€), seguito da Piemonte (13,48€) e Campania (12,37€). L’Emilia-Romagna si colloca all’opposto: 4,40 euro per ingresso.

Il Sud fanalino di coda

La distribuzione geografica racconta ancora una volta un Paese diviso in due. Il Nord e il Centro si dividono quasi tutto il mercato. Il Nord raccoglie il 49,7% dei biglietti emessi. Il Centro il 46,9%. Il Sud si ferma al 3,4%.

Alessio De Cristofaro, Direttore dell’IC-VEPP del Ministero della Cultura analizza così il report: “Una pianificazione fondata su analisi puntuali e strumenti conoscitivi adeguati consente non solo di governare i flussi di visitatori nei grandi attrattori, ma anche di orientare la distribuzione delle presenze e delle risorse disponibili verso i musei e i luoghi della cultura di dimensioni minori, rafforzandone il ruolo nei territori, anche nell’ottica del Piano Olivetti per la cultura, e contribuendo a una crescita più equilibrata dell’intero sistema culturale nazionale. Il Dipartimento per la valorizzazione sta lavorando in questa direzione”.

Per Sergio Bellini, Presidente Fondazione Delphos: “In un mercato globale sempre più competitivo, l’obiettivo dell’Osservatorio è fornire ai decisori e ai player del mondo della cultura strumenti concreti per ottimizzare l’accoglienza, prevedere i flussi ed elaborare politiche di prezzo eque. La comprensione del “chi”, del “quando” e del “come” si visita un museo permette di trasformare la gestione dei beni culturali da reattiva a proattiva, garantendo la sostenibilità economica senza sacrificare l’accessibilità”.

“La seconda edizione del report annuale, che costituisce il quinto documento elaborato in un anno dalla neonata Fondazione Delphos, offre un contributo aggiornato e prezioso alle istituzioni culturali, alle aziende, ai professionisti e ai policy-maker operanti nei settori delle imprese culturali e creative. La qualità della ricerca e i risultati confermano la necessità di potenziare approcci scientifici data-driven per sostenere la crescita di soggetti spesso penalizzati dalla carenza di informazioni affidabili, complete e aggiornate”, dichiara Guido Guerzoni, Docente Università Bocconi e Direttore scientifico Fondazione Delphos.

www.fondazionedelphos.org