Dopo Eni anche Ip ha promesso un intervento sui prezzi dei carburanti. Per la premier Giorgia Meloni “è un segnale importante”, ma intanto il diesel si avvicina ai 2,5 euro e i tassisti minacciano lo sciopero.
Di Marta Foresi
Ip ha deciso di seguire l’esempio di Eni e si è detta pronta a mettere un limite ai prezzi di benzina e gasolio nella rete di distribuzione Ip. È quanto si legge in una nota del gruppo di stato azero che ha acquistato Italiana Petroli da Api Holding a maggio e che ha deciso di “calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli”. Un “segnale importante” lo ha definito la premier Giorgia Meloni, che ha ringraziato il presidente azero e ha rassicurato sull’impegno a “continuare ad aiutare le famiglie”.
I prezzi medi, però, continuano a salire e il diesel in autostrada è sempre più vicino a 2,5 euro. Così monta il malumore di chi è costretto ad usare l’auto per lavoro: dopo gli autotrasportatori la protesta si allarga ai tassisti, che chiedono di essere convocati, altrimenti – avvertono – sarà sciopero. Anche le opposizioni protestano: se Elly Schlein chiede l’applicazione immediata delle accise mobili per ridurre il peso fiscale quando i prezzi del petrolio salgono, per Giuseppe Conte, i prezzi volano “mentre il governo si occupa di velo a scuola”.
Il limite ai prezzi scatterà da oggi, sarà stabilito in base alle diverse esigenze e verrà applicato “progressivamente”, a partire dal marchio Ip. Si valuteranno poi le modalità anche per estendere il meccanismo alle stazioni Esso e “agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip”.


