La giudice non ha convalidato il fermo del ricercatore di 30 anni, creatore degli account “Movimento 17 ottobre”: “Disobbedienza civile, non violenza. Nessun piano eversivo”. Cade l’aggravante di terrorismo. La premier Meloni: “Decisione vergognosa”. L’Anm: “Consueta insopportabile intimidazione”.
Di Marta Foresi
Youssef Siher è tornato libero. È questa la decisione del gip Tiziana Landoni che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell’inchiesta con il procuratore Marcello Viola. L’ordinanza smonta punto per punto la ricostruzione della Procura: “Ha evocato la ‘disobbedienza civile’, non ha istigato alla violenza”, scrive la giudice. Niente carcere perché “non c’è il pericolo di fuga”. Cade così l’aggravante di terrorismo e il nuovo reato previsto dal governo.

Immediatamente dopo la diffusione della notizia, la premier Giorgia Meloni è intervenuta con un video accusando la gip e parlando di “decisione vergognosa”. Poco dopo, l’Associazione nazionale magistrati ha risposto con una nota durissima all’attacco della premier che per l’Anm è stato “un insopportabile esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto”.


