L’isola di Gran Canaria è uno scrigno di biodiversità, con tesori che brillano ovunque, dalla costa fino alle vette. Quasi la metà del suo territorio è Riserva della Biosfera Unesco, mentre il paesaggio culturale del Risco Caído e i Monti Sacri di Gran Canaria sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Di Mauro Orrico

Immersa nel cuore dell’Atlantico, scrigno prezioso di biodiversità, l’isola di Gran Canaria non sceglie una sola forma, ma le abbraccia tutte: deserto e foresta, canyon e valli verdi, scogliere vulcaniche e spiagge d’oro che sembrano scolpite dal vento. Qui la natura non è semplice scenografia: è una presenza antica, quasi mitologica, che continua a plasmare la vita e il paesaggio. Non sorprende che l’UNESCO abbia riconosciuto come Riserva della Biosfera quasi metà del territorio e un ampio tratto di mare, mentre ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità il paesaggio culturale del Risco Caído e delle montagne sacre dell’isola.

Le montagne e la storia di Gran Canaria sono il risultato di una cultura che si è evoluta in isolamento per più di 1.500 anni, a partire dall’arrivo di gruppi di berberi dal Nord Africa. Popoli che svilupparono una nuova società adattata al territorio, lasciandoci in eredità manifestazioni culturali vive ancora oggi, come l’agricoltura e la ceramica, e una gamma ricchissima di siti archeologici, tra cui insediamenti rupestri, templi, granai fortificati, grotte dipinte e superfici con incisioni. Scorci di un passato luminoso che sono giunti fino a noi testimoniando l’odissea delle antiche culture insulari.

Risco Caído y las Montañas Sagradas, Artenara

Il Risco Caído e le montagne sacre

Il cuore più misterioso dell’isola batte tra le montagne sacre, lontano dalle spiagge affollate e dalle rotte turistiche convenzionali. Qui si cela un paesaggio dove la terra e il cielo dialogano da millenni: è il Paesaggio Culturale di Risco Caído e dei Monti Sacri di Gran Canaria. Il sito, dal 2019, è iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, non solo come testimonianza archeologica, ma come un’anima antica che pulsa ancora al ritmo del cosmo. Si tratta di un viaggio che non si misura in chilometri, ma in echi temporali, risalendo i ripidi versanti vulcanici che gli antichi Canarii, gli abitanti originari dell’isola, consideravano sacri.
Il paesaggio si svela attraverso gole profonde e caldere vulcaniche, un anfiteatro naturale di rara e selvaggia bellezza. È qui, incastonato nelle pareti di tufo, su una parete di un profondo barranco o canyon, che si trova il villaggio troglodita, composto da 21 grotte artificiali scavate nella roccia. Questi antichi rifugi non erano semplici abitazioni; erano il centro nevralgico di una società con una profonda connessione spirituale con la natura circostante.

Risco Caído y las Montañas Sagradas, Artenara

Le grotte, con le loro incisioni e la particolare disposizione, offrono uno spaccato unico sulla vita e la cosmogonia degli aborigeni. Il cuore pulsante del sito è la Grotta 6 (Cueva 6), un ipogeo a cupola unico nell’arcipelago. È qui che la scienza archeoastronomica si fonde con la poesia della luce. Il Risco Caído purtroppo non è visitabile non solo perché di difficile accesso, ma anche e soprattutto per preservarne la conservazione. Si può visitare invece la sua riproduzione a scala naturale nel centro museale di Artenara del Risco Caído, con visite guidate e una magnifica spiegazione della storia degli antichi abitanti dell’Isola attraverso infografie, video e giochi per i più piccoli.

In foto: Puerto de Las Nieves, Agaete; Los Azulejos, Mogán

La Riserva della Biosfera di Gran Canaria

La Riserva della Biosfera, che abbraccia quasi la metà del territorio di Gran Canaria, è più di un riconoscimento dell’UNESCO: è un manifesto naturale. La Riserva include un mosaico di paesaggi che spaziano dalle vette vulcaniche alle profonde gole. Si estende per 65.000 ettari attraverso Agaete, Artenara, La Aldea de San Nicolás, Mogán, San Bartolomé de Tirajana, Tejeda e Vega de San Mateo, a cui si aggiungono 35.000 ettari marini. La riserva è un mosaico di ecosistemi: qui la geologia racconta milioni di anni di eruzioni e silenzi, mentre la flora vive in tutte le sfumature possibili del verde.

Il cuore pulsante della Riserva batte nelle sue cime più alte, in particolare intorno al maestoso Roque Nublo, un monolite basaltico che si erge come un guardiano silenzioso sopra un mare di nuvole. L’escursione verso questa icona geologica è un cammino spirituale, che attraversa fitte foreste di pino canario (Pinus canariensis). La purezza dell’aria a queste altitudini (oltre i 1.800 metri) offre anche una delle migliori postazioni al mondo per l’osservazione delle stelle, un’esperienza che riconnette l’uomo moderno con l’infinito.

In foto: Roque Nublo e Roque Bentayga, Tejeda

Il Paesaggio culturale attraversa poi la maestosa conca di Tejeda e le pinete del massiccio di Tamadaba, tracciando sentieri intorno all’altro simbolo di Gran Canaria, il Roque Bentayga. Il Parco Naturale di Tamadaba è un esempio eccellente della straordinaria e unica biodiversità dell’isola, con le sue foreste di pini che si affacciano a strapiombo su scogliere impervie e selvagge.
Scendendo dalle vette, il paesaggio si trasforma in un labirinto di gole (i barrancos) che sfociano in valli fertili e, infine, nell’oceano Atlantico sul versante settentrionale di Gran Canaria.
Proprio sotto Tamadaba, la scogliera di Agaete precipita nel mare in un gesto brusco. Le onde si infrangono tra storie che raccontano di pirati, pescatori, esploratori.

In foto: Barranco de San Bartolomé de Tirajana

Essere una Riserva della Biosfera non è solo un titolo UNESCO, ma un impegno attivo. L’isola è stata dichiarata a gennaio 2024 Biosphere Destination, essendo certificata a tutti gli effetti con il “Biosphere Responsible Tourism”, promuovendo un modello di sviluppo che equilibra la conservazione con il benessere delle comunità locali e dei visitatori. I comuni che fanno parte della riserva, come Tejeda, Artenara e Mogán , ospitano iniziative ed eventi che celebrano questa identità unica.
Gran Canaria insegna che un’isola può essere un intero mondo, dove la natura non si limita a mostrarsi: affascina, cura, racconta. E non smette mai di farlo.

Credits foto © Turismo de Gran Canaria
www.grancanaria.com

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