Le proteste attraversano tutta la Francia. Scontri a Parigi e Strasburgo. Gli studenti in corteo: “Siamo 450mila”. Il premier ha sospeso le lezioni per tre giorni. Mélenchon in corteo: “E’ il più potente movimento giovanile da 50 anni”.
La Redazione
Gli studenti protestano ancora in Francia. Molti i cortei e le manifestazioni che anche ieri, 6 ottobre, hanno toccato tutto il Paese: il più importante a Place de la République a Parigi, dove si sono registrati scontri tra manifestanti e polizia. I sindacati parlano di 450mila manifestanti in totale, di cui 100mila solo a Parigi. La protesta, arrivata alla sua terza giornata nazionale di mobilitazione, ha riguardato oltre 900 istituti da Nord a Sud, da Lione a Tolosa. Gli studenti denunciano l’abbandono dell’istruzione pubblica da parte del governo.
Dopo gli scontri, solo ieri sono state fermate 488 persone in tutto il Paese, secondo i dati forniti dagli Interni. Il primo ministro Sébastien Lecornu annunciato la sospensione delle lezioni nei licei francesi fino alla fine della settimana per organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti e Macron ha convocato una riunione all’Eliseo per fare il punto con i ministri.
A far visita agli studenti in piazza a Parigi è arrivato il leader de La France Insoumise (LFI) e candidato alle presidenziali 2027 Jean-Luc Mélenchon. Il primo ministro Lecornu ha accusato LFI di perseguire il “progetto politico” di “mettere a soqquadro il Paese” prima delle elezioni presidenziali e di “seminare il caos” fin dall’inizio del movimento studentesco dei liceali. Mélenchon, invece, si è rivolto agli studenti dicendo: “Quello che fate è incredibile, è il più potente movimento giovanile da 50 anni”.


