Al Roma Pride 2026 hanno sfilato oltre 30 carri e almeno 300 mila persone, da piazza della Repubblica alle terme di Caracalla. Erano presenti anche il sindaco Gualtieri ed Elly Schlein. Tre attacchi con spray urticante hanno preso di mira alcuni carri: si indaga sui responsabili che sono fuggiti tra la folla.

La Redazione

I Pride hanno sfilato da Palermo a Varese, Modena, Rovigo e Treviso. A Napoli l’Arrevutamm, che significa rivoltiamo, ha portato in strada la componente più radicale del movimento lgbtqia+. A Roma, invece, la grande parata del Roma Pride ha invaso la Capitale con decine di migliaia di partecipanti che hanno gremito il percorso sfidando il grande caldo.
«La Repubblica è di chi la abita» è stato lo slogan di questa edizione. La prima frase del documento politico che l’ha lanciata, sottolineando tutti i rischi che corre quella promessa di «libertà, uguaglianza e dignità». «Ci negano il diritto di esistere pienamente, di formare le nostre famiglie, di essere riconosciut3 – dicono gli organizzatori – Ci accusano di essere un’ideologia. Ci usano come bersagli politici».
Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin sono state le tre “ambassador” ufficiali.  Alla parata hanno partecipato diversi esponenti del centrosinistra, come la segretaria dem Elly Schlein, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il leader di Avs Nicola Fratoianni, quello di +Europa Riccardo Magi, l’eurodeputata del M5s Carolina Morace.

Keshet Italia, l’associazione ebraica Lgbtqia+, ha partecipato al Roma Pride “in uno spezzone sicuro a piedi insieme ad altri gruppi”. Lo aveva annunciato sabato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride. Nelle scorse settimane, il carro di Keshet Italia era stato escluso per non aver sottoscritto il documento politico della manifestazione di condanna del genocidio a Gaza.  Al passaggio di Keshet molte persone hanno mostrato le bandiere palestinesi, le più numerose dopo quelle arcobaleno, e cartelli con la scritta «No pride in genocide».

L’attacco con lo spray urticante

Tre attacchi con spray urticante hanno colpito il Roma Pride 2026. L’aggressione, di cui non si conoscono ancora i responsabili, è avvenuta in tre momenti, all’inizio del corteo e dopo il Colosseo, e ha colpito in particolare il carro delle Famiglie Arcobaleno, investendo anche genitori e bambini, e quello di Gender X. Diverse persone hanno accusato bruciore, tosse e difficoltà respiratorie; in alcuni casi sono intervenuti i sanitari. Il Roma Pride ha annunciato di aver denunciato l’accaduto “contro ignoti”, dichiarando: “Il clima politico che stiamo vivendo in questi anni non fa che alimentare la cultura dell’odio e della discriminazione”.