Il caldo record di Milano non ha fermato i tanti manifestanti, 350 mila secondo gli organizzatori. La leader del Pd Elly Schlein nel corteo: “L’omotransfobia ha ucciso Mirko, serve una legge contro l’odio”.
Di Marta Foresi
Il corteo del Milano Pride, posticipato di due ore per il caldo record, ha preso il via con il termometro che prima della partenza segnava 38 gradi, 42 percepiti. I partecipanti non si sono fatti scoraggiare e in 350mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato per le vie della città. “Corpi in Rivolta, in lotta per i diritti” è stato lo slogan scelto per la 25esima edizione del Pride meneghino. Al corteo hanno partecipato anche numerosi volti dello spettacolo e della cultura, tra cui Elodie, e, a sorpresa, anche la segretaria del Pd, Elly Schlein. La leader dem ha ricordato Mirko Andreoni, il 24enne ucciso a fucilate dal padre a Camaiore insieme alla madre. “L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride”, ha detto Schlein, che poi è tornata a chiedere una “legge contro l’omotransfobia” .

In piazza c’era anche il sindaco, Beppe Sala, che ha annunciato la creazione di un Rainbow Center in città. “Abbiamo lanciato un bando per uno spazio che è al Mudec, all’inizio del 2027 sarà in assegnazione a qualcuno che occuperà questa funzione”, ha dichiarato. Sala si è poi detto d’accordo con Schlein sulla necessità di una legge contro l’omofobia. “Ognuno deve fare un po’ la sua parte e chi è in Parlamento deve pensare a una legge contro l’omotransfobia, credo che ce ne sia bisogno” ha affermato.
Il corteo, partito dal viale prospicente la Stazione Centrale, si è concluso all’Arco della Pace, con i discorsi istituzionali sul palco dal quale è stato chiesto un minuto in silenzio in ricordo della strage familiare di Camaiore. Poi, la musica con Ditonellapiaga, Arisa, Anna Tatangelo, Orietta Berti + Il Rosso, Paola Turci e Aiello.
