Da Ossoff a Talarico, da Ocasio Cortez a El Sayed, la nuova generazione democratica americana ha spostato il partito a sinistra, travolgendo Trump ed espugnando le storiche roccaforti della destra repubblicana. E tra i nuovi leader, c’è ora chi punta alla Casa Bianca.
Di Mauro Orrico
Per i democratici, le elezioni di midterm negli Stati Uniti sono stati anche l’occasione per misurare i rapporti di forza interni, con la crescita di nuovi leader e di una nuova generazione che guarda molto più a sinistra, in vista delle presidenziali del 2028, in un partito da tempo orfano di una leadership netta dai tempi di Barack Obama. L’intensità dell’onda blu ora rafforza la causa dei progressisti e dei socialisti e il 45% degli elettori dem ritiene che il partito debba candidare più esponenti progressisti.
I protagonisti di questa svolta guideranno il Congresso, dopo il trionfo delle Midterm. La giovane deputata newyorkese Alexandria Ocasio-Cortez, stella dei dem progressisti impegnata nella svolta sociale, è stata eletta al Congresso per la quinta volta, forte di un grande appoggio popolare. Ha limato alcune posizioni considerate molto ‘socialiste’ ed ora è tra i papabili candidati alle primarie del partito per le presidenziali del 2028. Ocasio-Cortez è stata tra le prime con Obama a sostenere Abdul El-Sayed, il dem progressista che ha vinto la corsa per il Senato in Michigan battendo il repubblicano Mike Rogers. El-Sayed è il primo musulmano a essere eletto al Senato e nel suo programma c’è il diritto alla sanità e alla scuola pubblica, gratuite per tutti, e la fine del supporto al genocidio palestinese con lo stop alle armi ad Israele.
In Texas, ha trionfato la stella di James Talarico contro il potente e controverso procuratore generale dello Stato, Ken Paxton: il seminarista presbiteriano di 37 anni è riuscito a far vincere i democratici in Texas, non accadeva dal 1988.
Storica anche la vittoria in Georgia di Keisha Lance Bottoms, che diventa la prima donna afroamericana a guidare lo Stato dopo oltre un ventennio di egemonia repubblicana. Sempre in Georgia, ha trionfato Jon Ossoff, ribattezzato ‘l’Obama bianco’ per la capacità retorica, la presenza e il carisma. Potrebbe essere lui il candidato dem alla Casa Bianca del 2028.
Il trionfo blu della nuova generazione progressista del partito democratico è stato spinto dal carovita, con l’inflazione salita rispetto agli anni di Biden, dai dazi, ma anche dalle guerre di Trump e dal supporto alle politiche israeliane contro i palestinesi.
Foto copertina © Abdul El-Sayed, via Facebook


