In tutta l’Albania, avanza la protesta di piazza contro il resort di Kushner, genero di Trump e vicino ai coloni di Israele e all’Idf. Da quasi due settimane, migliaia di persone sono in strada. Gli scontri e i tentativi di repressione non hanno fermato i cortei. I dubbi della Commissione Europea: “Preoccupazioni per le possibili criticità”.
La Redazione
Migliaia di persone sono scese nelle strade di Tirana in questi ultimi dieci giorni per protestare contro il progetto di un resort di lusso legato al genero del presidente degli Usa Donald Trump, Jared Kushner, previsto su diversi ettari del paesaggio costiero protetto Vjosa-Narta a Zvernec e sull’isola adriatica disabitata di Sazan. I manifestanti hanno intonato slogan come “L’Albania appartiene agli albanesi” mentre mostravano cartelli con la scritta “Giù le mani da Vjosa-Narta”. L’accusa al governo è di voler svendere il Paese a Trump e ad Israele. Nonostante i tentativi delle forze di polizia di reprimere le proteste, i cortei sono sempre più pieni. Le immagini hanno fatto il giro del mondo ed ora le piazze chiedono le dimissioni del governo di Edi Rama.
Il ruolo di Israele
L’enorme progetto speculativo è legato anche ad Israele. La società di Kushner “Affinity Partner” fa affari in tutto il mondo e investe in imprese legate ai coloni e all’Idf, l’esercito israeliano.
Il governo di Tel Aviv da tempo punta sul Mediterraneo per avere uno sbocco navale
in Europa, ufficialmente “per contenere la Turchia”. Il 22 dicembre 2025, Israele, Grecia e Cipro hanno firmato a Gerusalemme il Piano di cooperazione militare per il 2026: lo scopo mai nascosto è la spartizione del Mediterraneo orientale, un’area strategica che lambisce l’Adriatico.

L’alt della Commissione Europea
La Commissione Europea ha annunciato di aver «espresso preoccupazioni al ministro dell’Ambiente riguardo alle possibili criticità» del progetto immobiliare promosso dalla società Affinity Partners di Jared Kushner. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per l’Allargamento, Guillaume Mercier, nel briefing quotidiano con la stampa. «Il ministro si è impegnato a sospendere i lavori di costruzione e a far svolgere una valutazione completa dell’impatto ambientale del progetto», ha proseguito Mercier. «In consultazione con la società civile. Sappiamo inoltre che il progetto è oggetto di indagini in corso da parte della Spak – la Procura speciale albanese contro la corruzione e la criminalità organizzata – che vanno oltre le sole questioni legate allo sviluppo».
Foto credits copertina: da Euronews
