Venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Persona Festival porta al Centro del Contemporaneo Kora di Castrignano de’ Greci (Lecce) due giorni di talk, reading, performance, cinema, arte visiva e musica, per un festival queer e interdisciplinare, uno spazio di incontro e ricerca.
La Redazione
E’ uno spazio di incontro, ricerca e attraversamento: Persona Festival torna nel cuore del Salento per due giorni di pratiche artistiche, pensiero critico e corpi in relazione, dedicati all’immaginazione di nuove forme di esistenza e di comunità. Festival queer e interdisciplinare giunto alla sua quarta edizione, Persona Festival è un progetto culturale che propone un programma articolato in talk, reading, performance, cinema, arte visiva e musica, configurandosi come uno spazio aperto di produzione e fruizione delle pratiche artistiche contemporanee. Persona Festival è un progetto ideato e organizzato da DEGENERE associazione, è promosso dalla Regione Puglia e realizzato in collaborazione con Puglia Culture.

Il Programma
Venerdì 30 gennaio (ingresso gratuito)
Si parte venerdì 30 gennaio, ore 20.00, nella Sala Granai, con il talk “Corpi, diritti, cultura: pratiche contro le discriminazioni LGBTQIA+ nei territori” insieme a Alessia Bleve (CAD L’Amara), Gianluca Rollo (Transparent), Distro Venganza e Alister Victoria (Queer Market Show), Giada Politi (Metanoia), Francesca Dell’Anna (Lea Liberamente e Apertamente).
Il talk nasce come spazio di confronto aperto tra il centro antidiscriminazione (CAD), persone LGBTQIA+ L’Amara, operatrici e operatori culturali, artiste/i e realtà attive nel territorio, con l’obiettivo di mettere in dialogo pratiche di supporto, produzione culturale e attivismo. La cultura viene qui intesa non solo come rappresentazione, ma come dispositivo politico e sociale, capace di incidere sui contesti, di generare alleanze e di contrastare attivamente le discriminazioni basate su orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere.
La serata prosegue alle 21.30, nella Sala Forni, con la performance “Manifesto quello che non posso dire”, estratto dallo spettacolo Trans della compagnia Elektra, con coreografia di Annamaria De Filippi. In scena Martina Nuzzo, Gaia Quarta e Gianluca Rollo, per un lavoro che attraversa corpo, identità e linguaggio come spazi di tensione e possibilità.
Alle 21.45, nella Sala Granai, è prevista la proiezione del documentario “Summer Within” (71’) di Summer Minerva e Adam Golub, in collaborazione con Cinema del Reale. Il film racconta la storia di Summer, ballerina transgender della periferia di New York, che si sente invisibile all’interno della propria famiglia italiana e cattolica. Il viaggio verso Napoli diventa un percorso di riconnessione, in cui la protagonista scopre un senso di appartenenza alla propria cultura più profondo di quanto avesse mai immaginato.
La programmazione cinematografica prosegue con una selezione di cortometraggi: “Fragments” di Marie Lou Béland (9’) costruisce, attraverso le voci di donne che restituiscono testimonianze di violenza sessuale, un mosaico di esperienze che delinea un ritratto collettivo della società. Segue “Loveboard” di Felipe Casanova (17’), una riflessione intima sulla memoria digitale e affettiva: un telefono rotto e i resti di una relazione diventano archivio sensibile di un primo amore, in un gesto di resistenza all’effimero.
Chiude il corto “A Bird Hit My Window and Now I’m a Lesbian” di AJ Dubler, Carmela Murphy (8’).
Dopo che una persona sconosciuta si presenta alla porta di Gray tenendo in mano il cadavere di un uccello che aveva appena rotto la sua finestra, un funerale improvvisato cambia il modo in cui Gray vede se stessa e la sua identità lesbica.
La serata si conclude nella Sala Granai con il live di JOMOON. Produttrice e compositrice di musica elettronica, JOMOON sviluppa un sound che attraversa UK garage, elettronica sperimentale e IDM, intrecciando ritmi spezzati, melodie introspettive e texture sonore taglienti. Nell’ultimo anno ha presentato il suo live al Gasteig e al Deutsches Museum di Monaco di Baviera, al Geopark Lights Festival i Granada, al Fuck Normality, oltre che in numerosi spazi della scena underground romana. Parallelamente, compone musiche per danza, cinema e performance.

Sabato 31 gennaio (ingresso gratuito)
Sabato 31 gennaio la programmazione riprende alle 20.00 con un’ospite speciale, Fumettibrutti, protagonista di un reading live dal suo ultimo libro Tutte le mie cose belle sono rifatte, “Feltrinelli Comics 2024” . Un lavoro che attraversa frammentazione e ricomposizione, corpo e racconto, in un processo di costruzione e ricostruzione dell’identità insieme intimo e pubblico, personale e politico. A introdurre l’incontro sarà l’illustratrice e fumettista Fergs. Fumettibrutti, pseudonimo di Josephine Yole Signorelli (Catania, 1991), è una delle voci più rilevanti del fumetto contemporaneo italiano. Ha esordito nel 2018 con Romanzo esplicito (Feltrinelli Comics), accolto con grande successo di critica e vincitore del Premio Micheluzzi come migliore opera prima. Nel 2019 ha pubblicato P. La mia adolescenza trans, che le è valso il Premio Gran Guinigi di Lucca come migliore esordiente, seguito da Anestesia (2020). Per Feltrinelli comics ha inoltre firmato racconti e graphic novel, tra cui Post Pink (2019), CenerentolA (2021, con Joe1), Ogni giovedì una striscia (2022), oltre a curare il volume antologico Sporchi e subito (2020) e ’Agendabrutta (2025). Il suo ultimo lavoro è “Tutte le mie cose belle sono rifatte” “Feltrinelli Comics 2024”.
La programmazione prosegue alle 21.30, nella Sala Granai, con la sezione dedicata al cinema e la proiezione di “Daria’s Night Flowers” di Maryam Tafakory (16’). Il film segue Daria mentre scrive il suo primo manoscritto per raccontare l’innamoramento per una ragazza misteriosa chiamata “abi” [blu]. I fiori notturni del suo giardino diventano custodi di segreti e simboli di un paese che ha trasformato le storie d’amore in scene del crimine quotidiane. Un’opera che intreccia poesia, silenzio, frammenti e immagini per esplorare l’universo femminile come spazio di lotta e resistenza.
Segue “Gigi” di Cynthia Calvi (13’). Dalla tormentata sirenetta alla donna realizzata che è oggi, Gigi ci racconta la sua transizione di genere con umorismo e sensibilità. Un’animazione sincera che accarezza le nostre anime e i nostri corpi con colori, luce, calore e amore, ricordandoci che esistono più identità e stelle nel cielo che granelli di sabbia sulla Terra.
Segue “Lover’s Story: Fragment(s)” di Marta Irene Giotti (20’). Tre storie d’amore di tre giovani coppie che – apparentemente – non condividono nulla, in una calda notte estiva nella scintillante Seoul, ci ricorderanno che “tutti gli innamorati parlano la stessa lingua” e ci mostreranno le possibilità salvifiche delle relazioni sane a contrasto con quelle tossiche.
Segue “Misure” di Marta Capossela (20’). Il dramma di una coppia si consuma nelle stanze claustrofobiche del loro piccolo appartamento. L’abuso psicologico si intreccia indissolubilmente alla vita quotidiana. Lui misura Lei ogni giorno e annota diligentemente ogni minima variazione del suo corpo. Segue “Luminous Matter” di Bianca Arnold e Moss Berke (15’), in collaborazione con Sicilia Queer Filmfest. Bianca e Moss si raccontano davanti alla camera: intimità, spazi percorsi, riflessi allo specchio, pose e naturalezza. La camera è un’estensione degli arti, un’estensione del loro rapporto. Chiude il corto “Tits don’t cry” di Anna Coccoli (15’), il racconto di un confronto generazionale e corporeo in cui una figlia, costretta da una frattura sul proprio corpo, è chiamata a fare i conti con la madre.
Festa – Sabato 31 gennaio (ore 23.00)
Il programma si conclude con una festa a partire dalle 23.00 nella Sala Granai, con i djset di Populous, Luma (in collaborazione con Safffo) e Diskovenganza.
Disegno grafico: Annalisa Macagnino
Grafica a cura di Donato Loforese
Info: degenere021@gmail.com
