Mentre la frana ancora si muove, a Niscemi gli sfollati sono già oltre 1.300. Il ministro Musumeci: “Inchiesta su cosa è stato fatto dopo il ’97”. Polemiche sui fondi per lo Stretto di Messina e per quelli stanziati dal governo: sono 100 milioni divisi tra Sicilia, Calabria e Sardegna.

La Redazione

Il passaggio del ciclone Harry ha provocato danni enormi lungo la costa ionica siciliana, tra Catania e Messina, e il maltempo ha devastato molte aree anche in Sardegna e Calabria. La mareggiata, cominciata la notte del 21 gennaio, ha spazzato via interi pezzi di lungomare, strade, marciapiedi e i pilastri di cemento armato che le sostenevano. A Niscemi, il bilancio peggiore: la frana è stata giudicata peggiore di quella del Vajont e finora oltre 1.300 persone sono state evacuate ma la frana si muove ancora e il bilancio potrebbe essere peggiore. Oggi la cittadina siciliana è sospesa sull’orlo di un precipizio di 50 metri. Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha detto: “La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l’area rossa è destinata a allargarsi”. Il ministro ha anche annunciato “un’inchiesta su cosa è stato fatto dopo il ’97”.

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Le polemiche sui fondi

La premier Giorgia Meloni ha visitato le zone colpite dall’alluvione e si è detta “dispiaciuta” dalle polemiche sui fondi stanziati: sono appena 100 milioni per le tre regioni colpite, ovvero Sicilia, Calabria e Sardegna. Intanto con un ordine del giorno la Regione guidata da Renato Schifani ha votato (a scrutinio segreto) per utilizzare per l’emergenza i fondi destinati al Ponte sullo Stretto di Messina. Fondi che sono stati però blindati dalla Lega. La stessa proposta è stata avanzata dal Pd: “Mettiamo questi fondi a servizio dei territori che stanno soffrendo. Chiediamo risorse, di sospendere i tributi per i cittadini colpiti, chiediamo pure di fare un grande piano di prevenzione del dissesto idrogeologico perché il nostro Paese è troppo fragile”, ha affermato la segretaria, Elly Schlein.
Il Movimento 5 Stelle invece ha stanziato un milione di euro dai tagli degli stipendi degli eletti, con il leader Giuseppe Conte che ha detto: “Ovviamente la parte da leone la deve fare il governo con grande speditezza. I soldi ci sono e si possono prendere sicuramente da quel progetto faraonico del Ponte sullo Stretto, ricordiamo che in quei 13 miliardi ci sono anche i soldi dei fondi di coesione della Sicilia e della Calabria”.