Netanyahu: “Il lavoro non è finito”. Sono oltre 1.300 i morti dall’inizio della guerra a Teheran. In Libano 588 morti e 753mila sfollati. L’Iran minaccia: “Colpiremo le banche e i centri economici di Usa e Israele”. Von der Leyen: “10 giorni di guerra sono costati all’Ue 3 miliardi per l’energia”.

La Redazione

Nel dodicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani. L’Iran continua a rispondere alla guerra di Usa e Israele, attaccando i Paesi alleati nel Golfo: sono state prese di mira la base statunitense di Erbil in Iraq, la base della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein. Colpita anche una terza nave nello Stretto di Hormuz e ci sono stati quattro feriti all’aeroporto di Dubai.
Ecco le ultime notizie dalla guerra in Medio Oriente.

Missili su Tel Aviv

Forti esplosioni sono state avvertite nel cielo di Tel Aviv. L’allarme è suonato in buona parte del Paese facendo correre milioni di persone nei rifugi. In risposta, raid israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut mentre un attacco mirato ha colpito un edificio residenziale nel cuore della città. La polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un “nemico”.

Il bilancio di morti e sfollati

Sono oltre 1.300 i morti dall’inizio della guerra in Iran, secondo il Ministero della Salute iraniano. In Libano invece si contano 588 morti e 753mila sfollati. Questo è il bilancio provvisorio di questi dodici giorni di guerra.

L’Iran: “Risponderemo”

“Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione”. Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. “Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure”, ha avvertito il comando, aggiungendo: “La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche”.

Trump: “Potrei parlare con l’Iran”

Donald Trump ieri ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l’Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni: lo ha affermato martedì la rete di notizie via cavo. Trump ha detto a Fox di aver sentito che Teheran voleva fortemente parlare, ripreso da Reuters sul sito. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei: “Non credo che possa vivere in pace”.

Meloni: “Non entriamo in guerra”

La premier Giorgia Meloni al Senato ha commentato le ultime posizioni sulla guerra nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. Meloni ha detto: “La crisi in Medio Oriente è una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà. Non entreremo in guerra. Il governo non è complice di decisioni altrui. L’intervento di Usa e Israele è fuori dal diritto internazionale”. La presidente del Consiglio ha promesso anche “tasse per chi specula sui carburanti”.
Le opposizioni hanno nuovamente denunciato l’ambiguità della premier, chiedendo che il governo neghi l’uso delle basi americane in Italia.

Trump e l’aumento dei prezzi del petrolio

L’aumento dei prezzi della benzina è un “piccolo inconveniente. Sapevo esattamente che sarebbe successo, ma la cosa positiva è che abbiamo affondato 44 delle loro navi e abbiamo messo fuori uso tutte le loro comunicazioni e telecomunicazioni. I loro sistemi antiaerei sono andati”. Lo ha detto Donald Trump intervistato da Abc.

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