La guerra fa volare il prezzo dei carburanti. L’allarme di Codacons e Confesercenti. Il governo approva un decreto legge per tagliare i prezzi, ma copre solo poche settimane. Per le opposizioni, è solo “propaganda in vista del referendum”.
Di Mauro Orrico
A tre settimane dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro Iran e Libano, la benzina è già aumentata mediamente di 7 centesimi al litro, mentre il diesel di circa 10. In termini di costo finale per l’utente, la benzina ha ormai superato al self la soglia di 1,8 / 2 euro al litro, mentre il gasolio va verso i 2,6 euro al litro. Aumenti che si aggiungo a quelli già introdotti dal governo con l’ultima legge di bilancio, soprattutto sul diesel. Gli ultimi rincari hanno già innescato le prime ipotesi di speculazione da parte delle aziende energetiche, promosse soprattutto dal governo. Per Confesercenti, sulla benzina e le bollette è in arrivo una stangata da 14 miliardi con un aumento dell’inflazione e una importante riduzione del Pil: “Le famiglie, ma anche le imprese, rischiano di pagare un conto pesantissimo”. Palazzo Chigi è stato costretto a riaprire il dl Energia, ma il governo resta fermo sulle accise, su cui le opposizioni chiedono di intervenire con fermezza.
L’appello del Codacons
La richiesta del Codacons è netta: “Il governo – spiega l’associazione – deve accogliere la nostra richiesta e tagliare subito le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro. Una simile misura, considerata anche l’Iva applica sulle accise, non solo riporterebbe i listini ai livelli precedenti la crisi con benefici diretti sui costi di rifornimento, ma terrebbe sotto controllo anche i prezzi dei prodotti trasportati, specie gli alimentari, che come noto risentono dei rincari del gasolio considerato che oltre l’80% della merce venduta in Italia viaggia su gomma”.
Anche l’Adoc protesta: “Chiediamo al governo di ridurre subito di 20 centesimi le accise sul diesel, già ulteriormente aumentate con l’ultima legge di bilancio, di intervenire anche sull’Iva per alleggerire il costo finale a carico di famiglie e imprese e sterilizzare temporaneamente le royalties in autostrada per calmierare i picchi record che superano i 2,25 euro”.
La mossa del governo
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per tagliare il prezzo dei carburanti. Il decreto prevede prezzi ridotti, rafforzati i controlli anti-speculazione della Gdf, sconti ai tir per l’acquisto del gasolio. La misura però ha una validità di meno di tre settimane. Per le opposizioni, è solo “propaganda in vista del governo”. Per il Partito Democratico si tratta di una misura tardiva: “Il Governo finora è stato immobile”.
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