I negazionisti dei cambiamenti climatici anche questa volta dovranno ricredersi. Perché esiste un legame molto stretto “tra le malattie che stanno terrorizzando il pianeta e le dimensioni epocali della perdita di natura”. A dar l’allarme è il WWF, che nei giorni scorsi ha pubblicato un report illustrato: “L’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi”. Lo studio dimostra la stretta correlazione tra l’insorgenza di nuove pandemie e un eccesso di antropizzazione dell’ambiente naturale. Dunque, virus e batteri, alla base delle più importanti pandemie dell’ultimo ventennio, erano al principio innocui, fino a quando la selvaggia distruzione degli ecosistemi ne ha aumentato la pericolosità e – complice la globalizzazione – la diffusione.

Il World Wide Fund for Nature analizza diversi fattori: l’urbanizzazione massiccia delle città, la deforestazione, l’estensione delle zone di caccia, il commercio di specie selvatiche e il cambiamento climatico.
 

La virologa Ilaria Capua sul Corriere della Sera ha scritto: “Covid-19 è figlio del traffico aereo ma non solo: le megalopoli che invadono territori e devastano ecosistemi creano situazioni di grande disequilibrio nel rapporto uomo-animale”. Le città occupano solo il 3% della superficie del pianeta, ma ospitano quasi il 60% della popolazione mondiale, che consuma il 75% delle risorse naturali. I mercati delle metropoli, specialmente in Africa e Asia, spacciano spesso tutta la fauna predata: animali selvatici vivi, scimmie e tigri, serpenti, pangolini, pipistrelli (dai quali sarebbe partito il Covid19), favorendo zoonosi conosciute e sconosciute.

Una ricerca de La Sapienza, coordinata dal prof. Moreno di Marco e pubblicata nel febbraio 2019, afferma: “La distruzione degli ecosistemi è la vera minaccia, perché c’è un legame tra quello che facciamo alla natura e l’insorgere di pandemie”. Secondo i ricercatori, il rischio di insorgenza di virus globali non deriva tanto dalla presenza di aree naturali o di animali selvatici, quanto dalle modalità in cui le attività antropiche influiscono su queste aree e su queste specie. Per ambientalisti e scienziati, dunque, con un pianeta più caldo potrebbero presentarsi malattie anche peggiori del Coronavirus.

Rispetto all’emergenza globale Coronavirus, la minaccia al pianeta ci fa meno paura. Complice è la disinformazione, alimentata dalla politica negazionista vicina ai movimenti sovranisti e di ultradestra. In Italia la retorica conservatrice ha apostrofato come gretini gli attivisti e i sostenitori del movimento di Greta Thumberg. Nessuna marcia indietro o rettifica si è intravista finora, mentre il Covid19 contagia il mondo e la più grande crisi si abbatte sulle economie di ogni Paese.

 

Di Mauro Orrico
Salentino di origine, romano di adozione, è laureato in Scienze Politiche (La Sapienza) con Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani. Ha lavorato per Rai3 e La7d. Da 12 anni è anche organizzatore di eventi di musica elettronica e cultura indipendente. Nel 2014 ha fondato FACE Magazine.it di cui è direttore editoriale..