I due leader della Flotilla, Thiago Ávilae Saif Abukeshek sono stati scarcerati, dopo l’arresto illegale da parte di Israele in acque internazionali. Saif a Barcellona ha annunciato: “Preparo la valigia e raggiungo i miei compagni in Turchia”.

La Redazione

Dopo oltre una settimana dall’arresto in acque internazionali e la detenzione nelle carceri israeliane, Saif Abukeshek e Thiago Avila sono liberi. I due attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati espulsi dal governo di Tel Aviv. Abukeshek è stato portato ad Atene e poi trasferito a Barcellona dove è atterrato intorno alle 17.30. L’attivista palestinese ha infatti la cittadinanza spagnolo. E dall’aeroporto di El Prat, accolto da una folla di attivisti tra bandiere della Palestina e applausi, ha dichiarato: “Non ci arrenderemo, lavoreremo un giorno dopo l’altro, perché le lotte  richiedono sacrificio. Sono a Barcellona per preparare la valigia e  unirmi di nuovo nei prossimi giorni ai miei compagni in Turchia”. Abukesheck ha assicurato di essere pronto a unirsi agli equipaggi della Global Sumud Flotilla, scampati all’intercettazione da parte dell’esercito israeliano in acque internazionali a largo di Creta lo scorso 1° maggio, attualmente nel porto turco di Marmaris, per proseguire la spedizione finalizzata a “rompere il blocco israeliano” alla Striscia. “Non siamo eroi né vogliamo esserlo. Ciò che vogliamo è che si parli e si racconti quanto  accade ogni giorno in Palestina”, ha aggiunto Abukeshek.

In foto: Saif Abukeshek e Thiago Avila (Fonte: Il Fatto Quotidiano)

L’arresto dei due attivisti

I due membri della Global Sumud Flotilla erano stati arrestati da Israele dopo l’intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina in acque internazionali nei giorni scorsi. Il ministero degli Esteri israeliano aveva respinto le affermazioni degli attivisti, che hanno denunciato di essere stati torturati e picchiati. Nelle prossime ore, probabilmente, racconteranno i dettagli della detenzione e le eventuali aziono legali che decideranno di intraprendere.

Foto copertina dal Fatto Quotidiano