Maurizio Landini ha proposto di far pagare l’1,3% ai patrimoni superiori ai 2 milioni da investire nella sanità e nelle politiche abitative. Ma la premier Meloni ha bocciato la proposta: “Mai con noi al governo”.

La Redazione

Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha proposto di tassare dell’1,3% i patrimoni netti superiori a 2 milioni di euro. Questa proposta di tassa patrimoniale riguarderebbe l’1% degli italiani e garantirebbe ogni anno allo Stato 26 miliardi di euro «da investire nella sanità, nelle politiche abitative, nella non autosufficienza». A differenza dell’imposta sul reddito pagata sui guadagni, la patrimoniale viene calcolata sul valore dei beni posseduti, cioè sulla ricchezza di una persona a prescindere da quanto abbia guadagnato in un determinato periodo. Nel patrimonio possono essere comprese case, terreni, denaro depositato sui conti correnti, titoli, azioni, obbligazioni. Ma sabato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto su X che con la destra al governo “non ci sarà mai una tassa patrimoniale”.

I casi precedenti

La patrimoniale può essere imposta dallo Stato in modo ricorrente, per esempio una volta all’anno sul valore del patrimonio, oppure straordinaria per far fronte a situazioni di particolari difficoltà economiche. Nel 1992 il governo di Giuliano Amato per esempio impose un prelievo forzoso del sei per mille su tutti i conti correnti bancari per evitare la bancarotta dello Stato e permettere alla lira di rimanere nel sistema monetario europeo.

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I casi in Europa

In Europa la Norvegia, la Spagna, la Svizzera e i Paesi Bassi hanno una patrimoniale. In Norvegia il prelievo è dell’1,1% a chi ha beni per oltre 150mila euro, in Spagna invece è un’imposta progressiva che parte dall’1,7% per chi ha patrimoni netti da 3 milioni di euro e arriva fino al 3,5% per chi ha oltre 10 milioni di euro.
In queste ultime settimane si è discusso di una possibile patrimoniale anche in Francia, alle prese con i tagli alla spesa pubblica per far fronte alla crisi economica. La proposta di introdurre una patrimoniale è stata fatta dall’economista Gabriel Zucman e prevede un’imposta annuale del 2% sui patrimoni netti superiori ai 100 milioni di euro. La “tassa Zucman” è diventata una sorta di simbolo della sinistra francese, ma a fine ottobre la camera francese ha già bocciato una proposta di legge per introdurla.

In foto © Maurizio Landini, via X