Il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò sono stati rilasciati dopo una detenzione di 14 mesi in Venezuela. “Siamo felici, ma sono stati 423 giorni di sofferenze”, hanno detto. A Ciampino oltre ai familiari c’erano Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La Redazione

Sono arrivati lunedì con un volo di Stato partito da Caracas, la capitale del Venezuela, e atterrato dopo le le 8:40 all’aeroporto di Ciampino, vicino a Roma. Il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò, gli italiani che sono stati in carcere in Venezuela per oltre un anno, sono finalmente in Italia. l volo è atterrato nella zona gestita dalla CAI, Compagnia aeronautica italiana, dove decollano e atterrano gli aerei dei servizi segreti. Ad attenderli c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, oltre alla madre di Trentini, Armanda Colusso, la sua avvocata Alessandra Ballerini, i figli di Burlò e il suo avvocato, Maurizio Basile. Meloni è arrivata pochi minuti prima dell’atterraggio dell’aereo, e se n’è andata prima delle 9.

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Alberto Trentini lavorava per la Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità. Era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria. Mario Burlò è stato presidente dell’Unione nazionale imprenditori.
«Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo», ha detto Trentini. «Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni». Il suo avvocato ha poi chiesto di rispettare il desiderio di raccoglimento e tranquillità della famiglia «per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi», e ha ringraziato le persone che sono state loro vicine.
Burlò ha parlato della sua vicenda come di «un sequestro di persona». Ha raccontato il momento dell’arresto: «Mi hanno fermato e ho dato loro il passaporto. Su Internet hanno visto che quando ero presidente dell’Unione nazionale imprenditori avevo parlato alla Camera dei deputati. Hanno detto che ero un politico e che volevo far saltare il governo». Entrambi hanno detto che nessuno dei due è mai stato maltrattato.