Le indagini sul delitto di Rogoredo, per il quale è stato arrestato il poliziotto, sono state accolte dai leader del governo con dichiarazioni affrettate, poi ritirate. L’agente sarebbe legato agli ambienti dello spaccio e ora è accusato di omicidio volontario e depistaggio. I testimoni: “È pazzo, chiedeva soldi e droga”.
La Redazione
La svolta nelle indagini per l’omicidio del 28enne Abderrahim Mansouri si è rivelata un vero e proprio boomerang per il governo Meloni, in questi giorni scosso dai sondaggi sul Referendum del 22 e 23 marzo che danno il No in crescente vantaggio. Le accuse di Meloni e Salvini contro i pm, subito trasformate in spot elettorale per il Sì, sono state prontamente ritirate con palese imbarazzo.
Tutto è partito dall’omicidio del presunto pusher per mano del poliziotto Carmine Cinturrino. L’agente si è difeso parlando di “legittima difesa”, ma dalle indagini è emerso un quadro totalmente diverso: Mansouri conosceva molto bene l’agente tanto da averne “terrore” perché lo avrebbe taglieggiato per mesi, chiedendogli fino a 200 euro e cinque grammi di cocaina al giorno. Richieste continue che Mansouri, almeno negli ultimi mesi e sempre secondo quanto affermano i legali della famiglia, avrebbe rifiutato, spingendolo a valutare di denunciare l’agente alle autorità. Poi c’è il depistaggio sulla dinamica dell’omicidio: Cinturrino ha ordinato al collega di correre in commissariato a recuperare “la valigetta con gli atti“ e da questa valigetta, Cinturrino avrebbe estratto la pistola giocattolo che sarebbe servita a sostenere l’alibi della legittima difesa. Gli esami hanno però accertato che Mansouri non ha mai impugnato quell’arma.

Ora Cinturrino è indagato per omicidio volontario, depistaggio e omissioni. Anche altri quattro agenti sono indagati per favoreggiamento. Intanto, le indagini si stanno arricchendo in queste ore di nuove testimonianze che denunciano i comportamenti violenti. Cinturrino sarebbe stato spesso armato anche di un martello, con cui avrebbe picchiato tossicodipendenti e disabili che frequentavano le piazze di spaccio della periferia milanese. Un’abitudine che gli sarebbe valsa il soprannome di “Thor”. Alcuni colleghi hanno detto agli inquirenti: “E’ pazzo, chiedeva soldi e droga”.
La polemica politica
Fin da subito, i leader di governo hanno difeso Carmine Cinturrino “senza se e senza ma”. La Lega aveva addirittura avviato una raccolta di denaro per pagare le spese legali dell’uomo. Il caso di Rogoredo con il referendum non ha nulla a che vedere, ma è stato tuttavia cavalcato strumentalmente per spingere la separazione delle carriere dei magistrati. Dopo la svolta nelle indagini, tutti hanno fatto un passo indietro, inclusa la premier Meloni che ha parlato di “divisa tradita”. Matteo Salvini invece ha definito Cinturrino una “mela marcia” e non più un “eroe”. Gli interventi dei politici della destra sui social e in tv contro i pm sono stati così smentiti dai fatti e la vicenda si è rivelata un vero e proprio boomerang per il governo.
Le opposizioni hanno attaccato duramente i leader di governo. Per Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico: “Trovo grave che ci sia stata questa speculazione politica, mi aspetto che Meloni e Salvini facciano delle scuse. E mi aspetto pure che ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva che nemmeno le forze dell’ordine chiedono. Le forze dell’ordine chiedono più risorse e più personale”.
Per Giuseppe Conte del M5s: “Hanno preso una grandissima cantonata su Rogoredo. Una cosa gravissima, perché loro vogliono fare le sentenze che convengono alla politica, quelle che fanno crescere il consenso, che fanno propaganda e quindi anche questo episodio”. Anche Avs parla di “fatti gravi” e chiede “sia ritirata la norma sullo scudo penale per gli agenti”.

