Sostegno all’Ucraina ma non alle sue istituzioni: così la Lega ha fatto modificare la risoluzione del centrodestra in Parlamento. Meloni: “L’intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa. Non siamo guerrafondai”.

La Redazione

In vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, questa mattina si sono tenute le comunicazioni in Parlamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al Senato l’intervento della premier è durato circa 45 minuti. Le risoluzioni depositate sulle comunicazioni della premier sono state sette. Per la maggioranza due documenti (uno specifico sull’Ucraina e uno definito un’integrazione a sostegno delle iniziative diplomatiche per la tregua) e le altre cinque delle opposizioni: una è stata presentata dal Pd, una da Italia viva, un’altra dal M5s, una da Avs e una da Azione.

Sulle armi all’Ucraina, la Lega ha fatto cambiare la risoluzione del centrodestra in Parlamento, confermando il sostegno militare ma eliminando i riferimenti a Zelensky e all’Europa.

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Le parole di Meloni

“Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l’Europa e i nostri interessi: dunque posizione del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione”, ha detto la premier Meloni.
“L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa“, ha poi aggiunto Meloni.