I lidi vuoti anche ad agosto sono il risultato non solo del boom dei prezzi e dei salari sempre più bassi, ma anche di una svolta culturale: preferiamo spendere in altro che arricchire le tasche (e i privilegi) dei balneari. Intanto l’Italia continua ad essere in infrazione sulle concessioni e la multa ha già superato i 100 milioni.
Di Mauro Orrico
Il bilancio, sebbene smentito dalla premier Giorgia Meloni, non lascia dubbi: i consumi degli italiani si sono ridotti al minimo sia per lettini ed ombrelloni, che per i servizi di bar, ristorante, noleggio attrezzature. Il crollo è stato registrato nei mesi di giugno e luglio dagli operatori del settore, ma anche ad agosto la tendenza pare essere la stessa.
Tra le cause non c’è solo il caro-prezzi, con due lettini e un ombrellone che possono arrivare a costare anche 1.000/1.500 euro al giorno nei lidi più esclusivi con una media che supera i 90 euro in Salento. Tra i motivi della fuga dai lidi c’è anche il crollo del potere d’acquisto dei salari italiani: nel 2025 si è registrato il -7,1% rispetto al 2021, il calo maggiore tra i paesi membri OCSE. Se i posti di lavoro aumentano, infatti, diminuiscono gli stipendi medi e gli italiani sono sempre più poveri, così in tanti rinunciano alle vacanze o modificano le abitudini di viaggio, puntando al risparmio.
La crisi dei lidi ha, però, anche un’altra ragione, che è la svolta culturale e generazionale in atto. C’è chi l’ha definita la “fine delle vacanze dei boomer”: soprattutto gli under 40 (ma non solo) – come la gran parte dei turisti stranieri – preferiscono le spiagge libere e spendere in altro piuttosto che arricchire le tasche (e i privilegi) dei balneari.

L’Italia in infrazione: la multa da 100 milioni
Mentre i lidi si svuotano, l’Italia continua ad essere in infrazione dal 2020 perché non ha mai riassegnato la gestione delle spiagge attraverso bandi pubblici, come chiede la direttiva del 2006. E se il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini continua a chiedere aiuti per i gestori degli stabilimenti, la Commissione Ue ha bocciato il decreto del governo sugli indennizzi ai balneari. Con una glaciale lettera inviata il 7 luglio, Bruxelles ha ricordato che «il diritto dell’Unione non consente di riconoscere alcuna compensazione agli operatori uscenti, tanto meno a carico dei nuovi operatori».
Intanto, finché non saranno avviati i nuovi bandi, la procedura d’infrazione resterà aperta e la multa, che ha già superato i 100 milioni, continuerà a lievitare.
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Caro ombrellone: il post di Gassmann
“Cari amici gestori di stabilimenti balneari. Leggo che la stagione non sta andando bene bene. Secondo voi perché? Forse avete un po’ esagerato con i prezzi e la situazione economica del paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera? Abbassate i prezzi e le cose, forse, andranno meglio. Capito come?”. Così ha scritto l’attore Alessandro Gassmann sui social. Ed anche altri volti noti come Salvo Sottile hanno condiviso via social la stessa lamentela. Accuse respinte dai gestori, che chiamano in causa la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, mentre la ministra Daniela Santanchè parla di “allarmismo”, ricordando che “il turismo sta cambiando e “l’estate non è solo mare”.


