Dopo i morti e le enormi proteste, Trump ha deciso il ritiro di 700 agenti dell’Ice da Minneapolis. La decisione è stata resa possibile “da una maggiore collaborazione” con le autorità carcerarie del Minnesota, ha detto il presidente.

Di Mauro Orrico

Il presidente degli Stat Uniti Donald Trump ha ordinato il ritiro di 700 agenti federali dal Minnesota. Secondo lo “zar dei confini” Tom Homan, la decisione arriva sulla scia di “progressi significativi” nella cooperazione tra funzionari statali e federali, tra cui un numero “senza precedenti” di contee che stanno collaborando con il governo federale per coordinare il trasferimento degli obiettivi di immigrazione agli agenti federali dalle carceri delle contee. Il dipartimento della Sicurezza Interna aveva affermato che 3 mila agenti federali sono stati dispiegati in Minnesota per l’Operazione Metro Surge.
La decisione di Trump è legata alla volontà di allentare le tensioni nell’area di Minneapolis, dopo gli omicidi di Alex Jeffrey Pretti e Renee Good, uccisi da due agenti della polizia anti-immigrazione, e le enormi proteste che ne sono seguite in tutti gli Stati Uniti.

Foto copertina: Connor Gan, Unsplash

Il caso dell’Ice a Minneapolis sta cambiando l’opinione pubblica americana sulla politica migratoria di Donald Trump: secondo tutti i sondaggi, il consenso verso il presidente è ai minimi storici.  Il presidente, al momento, non è popolare, con oltre il 54,8% che lo disapprova. Se si va nello specifico sull’Ice, il 46% degli intervistati pensa che andrebbe abolita, mentre il 41% la conserverebbe e il 13% è indeciso. Nel 2027 gli Stati Uniti torneranno al voto per le elezioni di Midterm e per Trump sarà una tornata elettorale decisiva.