La squadra di De la Fuente ha sconfitto ai supplementari l’Argentina grazie al sinistro vincente di Torres. Trump si è preso scena e fischi, poi la stretta di mano con “l’odiato” premier Pedro Sanchéz. In Spagna, è stata una notte di festeggiamenti per tutta la notte.
La Redazione
La Spagna ha battuto 1-0 l’Argentina e ha vinto i Mondiali di calcio per la seconda volta nella sua storia. L’attaccante Ferran Torres ha segnato il gol decisivo nei tempi supplementari. La squadra di De la Fuente ha controllato il gioco per tutta la partita, ha avuto diverse occasioni da gol, senza riuscire a sfruttarle fino ai tempi supplementari. L’Argentina puntava a vincere i Mondiali per la seconda volta consecutiva, cosa riuscita solamente all’Italia nel 1934 e nel 1938, e al Brasile nel 1958 e nel 1962. È la prima finale persa dall’Argentina da quando la allena Lionel Scaloni, dopo le due di Copa América e quella dei Mondiali vinte. Per la Spagna è la seconda vittoria dei Mondiali dopo quella del 2010, quando vinse contro l’Olanda, anche quella volta per 1-0 ai supplementari.

Per Trump, scena e fischi
Donald Trump è arrivato al MetLife Stadium a bordo del Marine 1 accompagnato dalla moglie Melania, e l’accoglienza che ha ricevuto è stata migliore di quella piena di fischi della sua ultima apparizione a New York per la finale dei Knicks. Il presidente è stato inquadrato alcuni secondi mentre Jennifer Hudson cantava l’inno nazionale americano e la sua comparsa sui maxi-schermi, accanto al numero uno della Fifa Gianni Infantino, è passata praticamente inosservata. Poi però è sceso in campo con Infantino per premiare la vincitrice e ha ricevuto alcuni fischi. Trump ha consegnato le medaglie e la Coppa del Mondo, trattenendosi sul palco insieme alla Spagna più del previsto: è rimasto per la foto ufficiale e poi è intervenuto Infantino ad allontanarlo. In tribuna autorità con Trump c’erano il ‘nemico’ Pedro Sanchez, il premier spagnolo che di recente ha sommerso di critiche. Gli ha stretto la mano come se nulla fosse e si è intrattenuto a parlare con i reali di Spagna. In prima fila c’erano anche altri due ‘nemici’ di Trump: il premier Mark Carney e la presidente Claudia Sheinbaum, in rappresentanza di Canada e Messico, gli altri due paesi ospitanti dei Mondiali. Anche a loro non ha risparmiato né critiche né dazi di recente, ma la cordialità ‘sportiva’ ha avuto la meglio sugli spalti.
