Il leader del Popolo della Famiglia è stato arrestato mercoledì mattina a Roma dalla Guardia di Finanza con le accuse di evasione fiscale e truffa da 5 milioni di euro per il sistema di “scommessa collettiva”. Ora si trova ai domiciliari. Adinolfi si è difeso dicendo: “Vivo da monaco. Quella che conta per me è la giustizia di Dio”.

La Redazione

Per Mario Adinolfi, noto volto dell’estrema destra e leader del Popolo della Famiglia, sono scattati nella mattinata di mercoledì gli arresti domiciliari. L’accusa è composta da due reati: truffa ed evasione fiscale. Secondo la Procura di Roma e il procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, Adinolfi con il cosiddetto sistema della “scommessa collettiva” sarebbe riuscito a raccogliere cinque milioni di euro da privati convinti di partecipare a un betting group a cui venivano promessi guadagni sulle scommesse sportive. Gli utenti hanno raccontato di non aver ottenuto alcun guadagno extra (come invece era stato promesso) né la restituzione della somme versate. Il sistema di scommesse era finito al centro di alcuni servizi de Le Iene. A questa accusa, si aggiunge quella di 400mila euro di evasione fiscale contestata dagli investigatori. L’arresto è scattato mercoledì mattina, con l’arrivo dei militari della Guardia di Finanza.

Foto © Mario Adinolfi, dal suo account X

La gip di Roma Giulia Arcieri ha rimarcato su Adinolfi “la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nell’avvicinare soggetti fragili e nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all’occultamento dei flussi reddituali e all’elusione dei controlli dell’amministrazione finanziaria”.

Adinolfi si è difeso dicendo: “Vivo da monaco, senza vizi. Mi vesto con un pantaloncino e una t-shirt, anche a dicembre. Il mio stile di vita a dir poco morigerato è noto a tutti. Infangarmi così è veramente ignobile. Ma alla fine quella che conta per me è la giustizia di Dio e davanti a quella mi presento puro come acqua di fonte”.