Solo l’1% più ricco guadagna in media circa 34.000 dollari al mese, mentre lo 0,1% arriva a incassare anche 3 milioni. Ma per il 70% il guadagno medio di un creator di OnlyFans è intorno ai 108 dollari al mese e per la metà dei profili attivi i ricavi non superano i 25 dollari.
Di Marta Foresi
Nell’immaginario collettivo alimentato dai social media e dai titoli dei giornali, OnlyFans è la terra promessa del guadagno facile. Storie di ventenni che acquistano ville di lusso o che dichiarano di incassare decine di migliaia di euro al mese riempiono le cronache, spingendo ogni giorno migliaia di nuovi utenti ad aprire un profilo con la speranza di svoltare economicamente. Ma cosa c’è di vero dietro questa narrazione? I dati reali raccontano una storia profondamente diversa, fatta di una spietata piramide economica e di un fenomeno sociale che sta ridefinendo il concetto stesso di lavoro e intimità.
La piattaforma ha democratizzato e digitalizzato l’industria del sex work e dell’intrattenimento per adulti (e non solo), offrendo da un lato maggiore sicurezza fisica ai creator, che lavorano dalle proprie abitazioni, ma introducendo dall’altro nuove complessità psicologiche e sociali. OnlyFans ha trasformato i creator in veri e propri imprenditori di se stessi. Ma la promessa di emancipazione finanziaria e libertà si scontra con le regole di un mercato ipersaturo, dove il guadagno reale è una concessione per pochissimi e il prezzo da pagare, in termini di esposizione e sforzo personale, è altissimo per tutti.

La piramide economica di OnlyFans
La verità sui guadagni di OnlyFans è racchiusa in una proporzione che lascia poco spazio alle illusioni e lo studio realizzato da CreatorAdvisor.it mostra una polarizzazione estrema. La stragrande maggioranza dei creator sulla piattaforma, circa il 70%, non riesce a superare la soglia dei 100 euro al mese. Per questi utenti, l’attività si rivela spesso un hobby dispendioso in termini di tempo e privacy, piuttosto che una fonte di reddito. Nel top 1% i ricavi possono arrivare a circa 34.000 dollari al mese, mentre nel top 5% la media è di 8.200 dollari. Tra il 5 e il 10% i guadagni si riducono ulteriormente a circa 1.955 dollari mensili. Per la metà dei profili attivi, invece, i ricavi non superano invece i 25 dollari al mese.
Solo nello 0,1% dei milionari, dunque, troviamo celebrità già affermate, influencer con milioni di follower su Instagram o TikTok e modelle supportate da agenzie di management professionistiche. Per chi parte da zero, senza una base di pubblico preesistente, raggiungere queste cifre è statisticamente quasi impossibile.

Il miraggio del fatturato e il peso delle tasse
Un errore comune è confondere il fatturato lordo con il guadagno reale. Chi incassa denaro su OnlyFans deve fare i conti con una serie di decurtazioni repentine. Innanzitutto, la piattaforma trattiene alla fonte una commissione fissa pari al 20% di ogni transazione, che si tratti di abbonamenti, mance o messaggi privati a pagamento.
A questo si aggiungono i costi di gestione. Molti dei profili di maggior successo sono gestiti da agenzie esterne che si occupano del marketing e delle chat notturne con i clienti, trattenendo spesso fino al 40% dei ricavi. Infine, c’è il nodo fiscale. In Italia, per operare in modo legale e continuativo su OnlyFans, è obbligatorio aprire una Partita IVA, pagare la gestione previdenziale e versare le imposte sul reddito. Al netto di commissioni, spese e tasse, la cifra che entra realmente nelle tasche del creator è spesso dimezzata rispetto a quella visibile sul pannello della piattaforma.
Chi guadagna di più
Al primo posto c’è Sophie Rain, che con oltre 2,9 milioni di dollari al mese si conferma la creator più pagata al mondo. Seguono Corinna Kopf (1,8 milioni), Jameliz Benitez Smith (1,6 milioni), Bhad Bhabie (1,3 milioni) e Belle Delphine (1,1 milioni). Nel complesso, i 15 creator più redditizi generano oltre 18,4 milioni di dollari al mese. Queste cifre non sono dichiarazioni ufficiali di OnlyFans, ma stime elaborate da CreatorAdvisor.it, che tiene conto di fattori come il prezzo degli abbonamenti, il numero di iscritti stimati e le entrate extra derivate da messaggi privati, mance e contenuti personalizzati.
Onlyfans è solo sex work?
OnlyFans non nasce e non è legalmente vincolato al sex work, ma nella realtà dei fatti i contenuti per adulti rappresentano la stragrande maggioranza del suo traffico e dei suoi ricavi. In America, soprattutto, i vertici di OnlyFans hanno cercato attivamente di “ripulire” l’immagine del brand e molti creator hanno aperto profili nei settori del fitness, della cucina, della musica e della commedia. Celebrità tradizionali, come Cardi B o l’atleta UFC Ketlen Vieira, usano o hanno usato la piattaforma principalmente per condividere dietro le quinte musicali o contenuti sportivi, ma guardando ai numeri totali, ad oggi, l’industria per adulti finanzia la quasi totalità della piattaforma.



