Da Davos, ieri Trump ha definito la Danimarca “ingrata” e ha chiesto negoziati immediati per l’acquisizione della Groenlandia, ma ha escluso l’uso della forza: “L’abbiamo salvata e restituita dopo la seconda guerra mondiale. Solo gli Usa possono difenderla”.

Di Marta Foresi

Il presidente americano Donald Trump sta partecipando, con tutti gli altri leader mondiali, al World Economic Forum di Davos. “Qui ci sono tanti amici, ma anche qualche nemico”, ha affermato ieri il tycoon durante il suo intervento davanti al pubblico della Congress Hall. “Amo l’Europa, ma non sta andando nella giusta direzione. Alcune sue aree sono irriconoscibili”. Quanto alla Groenlandia ha detto: “L’abbiamo salvata e restituita alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale, ma è parte del Nord America. Solo gli Usa possono difenderla. La rivogliamo, ma non userò la violenza. Chiediamo negoziati immediati per acquistarla: se l’Europa ci dice di no, ce lo ricorderemo”, ha detto il capo della Casa Bianca.

Trump ha parlato anche di Venezuela: “Tornerà a essere un grande Paese, c’è grande collaborazione”. Non è mancato poi un attacco al predecessore Joe Biden: “Dopo un anno della mia presidenza, l’economia statunitense è in pieno boom. L’inflazione è stata sconfitta. Sotto i democratici saremmo morti”. Per Trump il viaggio verso la Svizzera è stato problematico: l’Air Force One su cui era a bordo ha dovuto invertire la rotta sull’Atlantico e tornare indietro per un problema elettrico. Poi la ripartenza e l’arrivo a Zurigo con tre ore di ritardo.

Il premier canadese Mark Carney intanto ha lanciato l’allarme: “L’ordine mondiale è fratturato”. E ha fatto appello alle potenze medie: “Restiamo uniti. Se non siamo al tavolo, siamo nel menu”.