Dopo la Francia e la Spagna, arriva l’ok del Regno Unito, Canada e Australia. Altri 15 Paesi occidentali si aggiungono così ai 147 stati dell’ONU che riconoscono lo Stato di Palestina. L’Italia di Meloni, contraria, è sempre più isolata.

La Redazione

La Francia e 14 paesi, tra cui Canada e Australia, “invitano” i paesi del mondo a esprimere la loro volontà di riconoscere lo Stato di Palestina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese. “A New York, insieme ad altri 14 paesi, la Francia lancia un appello collettivo: esprimiamo la nostra volontà di riconoscere lo Stato di Palestina e invitiamo coloro che non l’hanno ancora fatto a unirsi a noi”, ha scritto Jean-Noel Barrot su X.
Oltre alla Francia, due membri del G20, Canada e Australia, hanno aderito all’appello. Gli altri paesi firmatari sono: Andorra, Finlandia, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, San Marino, Slovenia e Spagna.
Nove di questi paesi, che non hanno ancora riconosciuto lo Stato palestinese, “esprimono la volontà o la considerazione positiva del loro paese” di farlo: Andorra, Australia, Canada, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda, Portogallo e San Marino.

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato ieri che la Gran Bretagna riconoscerà la Palestina a settembre, se Israele non adotterà determinate misure. Giovedì scorso, analoga decisione è stata resa nota dal presidente francese Emmanuel Macron.
Dopo la decisione del Canada, ultimo Paese in ordine temporale adire di sì alla Palestina, Trump ha minacciato: “Questo renderà difficile un accordo sui dazi”.

L’Italia di Giorgia Meloni, sempre più isolata, continua a schierarsi al fianco di Usa e Israele contro il riconoscimento dello stato di Palestina senza il consenso di Tel Aviv.

Gli aiuti per Gaza da Egitto e Giordania

Egitto e Giordania hanno continuato a inviare convogli di aiuti umanitari e medici nella Striscia di Gaza per il quarto giorno consecutivo, nel tentativo di alleviare la grave crisi nell’enclave palestinese causata dal blocco israeliano. “Per il quarto giorno, i convogli continuano ad arrivare, trasportando quasi 1.000 tonnellate di cibo e aiuti umanitari”, ha dichiarato oggi la Mezzaluna Rossa egiziana sul suo account Facebook ufficiale. Questi aiuti attraversano il lato egiziano di Rafah fino al valico di Kerem Shalom, in territorio israeliano, dove vengono scaricati e ispezionati per determinare se possono o meno entrare nell’enclave.

Foto copertina credits © dal profilo X di Keir Starmer