La tregua fra Israele e Libano è scattata alle 23 ora italiana di giovedì. Dovrebbe durare 10 giorni, ma Israele continua a violarla: un altro soldato Unifil è stato ucciso domenica ed oggi nuovi raid hanno colpito il sud del Libano. Finora i morti libanesi sono oltre 1.700, un milione sono i rifugiati.
La Redazione
Il presidente degli Stati Uniti ha vinto le resistenze del premier israeliano Netanyahu e ha annunciato lo scorso giovedì la tregua di dieci giorni tra Israele e Libano. Così, è scattato alle 23 ora italiana il cessate il fuoco, ma la tregua, nella realtà, non c’è mai stata. Israele l’ha violata senza sosta, ogni giorno. Domenica, un soldato Unifil francese è stato ucciso e altri tre sono stati feriti in un attacco attribuito a Hezbollah, che però ha negato. Quanto accaduto è “inammissibile”, ha scritto Mattarella a Macron esprimendo il “cordoglio” dell’Italia. ll ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha poi annunciato che l’Idf ha ricevuto ordine di ricorrere alla “piena forza in Libano – anche durante l’attuale cessate il fuoco – in caso le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte a qualsiasi minaccia”. Ed oggi, nuovi missili israeliani sono stati lanciati sul sud del Libano, dove l’emergenza umanitaria è sempre più grave.
Il bilancio della guerra finora è drammatico: Israele ha ucciso oltre 1.700 libanesi, soprattutto a Beirut, e oltre un milione di persone hanno lasciato la propria casa.
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