Dal fermo preventivo di 12 ore nei cortei allo “scudo” penale per gli agenti. Ecco cosa prevede il nuovo, discusso Dl Sicurezza. Per le opposizioni è “propaganda fuori dalla Costituzione per punire il dissenso”.

La Redazione

Dopo gli scontri di sabato a Torino tra la polizia e alcuni manifestanti, durante il corteo in sostegno del centro sociale Askatasuna, il governo ha approvato il contestatissimo, nuovo pacchetto Sicurezza. Le nuove norme, limate e riviste dopo i rilievi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono incentrate soprattutto sulle manifestazioni pubbliche. Per le opposizioni è “propaganda fuori dalla Costituzione per punire il dissenso: sulla sicurezza, la destra ha fallito totalmente“.

Il Dl Sicurezza arriva in un momento in cui l’Italia fa i conti con i dati allarmanti sulla sicurezza: negli ultimi 3 anni, da quando è in carica il governo Meloni, tutti i reati sono aumentati, dai furti in casa (+4,9%) alle rapine (+1.8%), dagli stupri (+7.5%) alle lesioni dolose (+5.8%), mentre i minori denunciati sono il +30%. Per il governo, tuttavia, le paure maggiori sono legate al dissenso: dalle manifestazioni contro il genocidio di Gaza a quelle contro gli sgomberi dei movimenti per la casa, in questi mesi centinaia di migliaia di italiani sono scesi in piazza, mentre il consenso verso il governo, secondo tutti i sondaggi è ormai stabilmente inferiore al 40%, con oltre il 60% di italiani critici o contrari.

Le nuove norme: Cosa cambia

Il fermo preventivo

Nel decreto sicurezza spicca la possibilità per ufficiali e agenti di polizia di trattenere nei propri uffici, per un massimo di 12 ore, persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni e ritenute pericolose per il pacifico svolgimento dei cortei. Il pm, tuttavia, a cui “è data immediatamente notizia” potrà decidere il rilascio immediato.

Lo scudo per gli agenti

Il decreto-legge introduce una rilevante novità nelle indagini che coinvolgono l’uso legittimo delle armi o altre cause di giustificazione (legittima difesa, adempimento di un dovere, stato di necessità). Qualora appaia evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una di queste cause, il pubblico ministero non iscrive il soggetto nel registro degli idagati, ma effettua un’annotazione preliminare in un modello separato. Il soggetto gode comunque dei diritti e delle garanzie dell’indagato. Inoltre, è garantita la tutela legale per il personale delle forze di polizia, delle forze armate e del corpo nazionale dei vigili del fuoco, con l’anticipazione delle spese di difesa per i fatti compiuti in presenza di cause di giustificazione.

Zone rosse

Nel dl viene ampliato il ricorso, da parte dei prefetti, delle ‘zone rosse’ in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove non possono sostare soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o per il porto di armi.

Il nuovo Daspo

Il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico sarà disposto dal giudice nei confronti di chi è condannato per una serie di delitti, che vanno dall’attentato per finalità terroristiche o di eversione, a devastazione e saccheggio, passando per le lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.

Cauzione per i cortei

Il pagamento di una cauzione, richiesto dalla Lega, per chi organizza manifestazioni pubbliche è stato stralciato e non è presente nel nuovo Dl sicurezza.

Cortei non autorizzati

Quanto ai cortei organizzati senza preavviso al Questore vengono previste sanzioni pecuniarie più pesanti. La stretta si estende inoltre alle manifestazioni che non rispettano l’itinerario previsto creando un pericolo alla sicurezza o intralcio ai servizi di soccorso pubblico.

Nuovi sgomberi

È previsto lo sgombero di tutti i centri sociali, ma non si menziona CasaPound: il grande palazzo nel centro di Roma, illegalmente occupato dalla formazione neofascista, continua ad essere salvo.

Stretta sui coltelli

Nel decreto compare il “divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo”. Il possessore è punito con la “reclusione da 1 a 3 anni”.

Centri migranti

Il decreto prevede una deroga fino al 2028 per il governo per potenziare la rete dei centri per migranti, incluso il discusso centro in Albania.