Dopo un lungo braccio di ferro con Meloni e la richiesta pubblica della premier, la ministra del Turismo, indagata in due processi a Milano, si è dimessa mercoledì: “Io penalmente immacolata”, ha scritto. Ieri ha lasciato anche il capogruppo al Senato di Forza Italia Maurizio Gasparri.
La Redazione
La ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa mercoledì dopo la bufera politica innescata dal trionfo del No al Referendum costituzionale sulla Giustizia. “Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione”, ha scritto Santanchè nella lettera di dimissioni alla premier Meloni in cui ha anche affermato: “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”.
A carico della ministra c’è un processo a Milano per presunto falso in bilancio sulla sua società Visibilia e un’indagine per un’ipotesi di bancarotta. Nonostante i malumori anche all’interno della maggioranza, Santanché ha sempre resistito, ma mercoledì ha rassegnato le dimissioni.
Oggi, è arrivata anche la quarta dichiarazione di dimissioni: Maurizio Gasparri ha lasciato il suo incarico di capogruppo al Senato di Forza Italia, dopo la sfiducia di due terzi del partito e la decisione di Marina Berlusconi di avviare un rinnovamento della classe dirigente di Fi. Al suo posto arriverà Stefania Craxi, ma la scelta ha causato i malumori degli attuali vertici e Antonio Tajani, leader del partito e ministro degli esteri, ha minacciato di lasciare la guida di Forza Italia.
Con Gasparri, sono quattro i nomi del governo che lasciano i propri incarichi. Martedì sono stati costretti a dimettersi anche il sottosegretario Andrea Delmastro e la capo gabinetto del dicastero, Giusi Bartolozzi. Ma le opposizioni ora chiedono il passo indietro anche del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

