Tra bellezze barocche e sapori mediterranei, il nostro viaggio a Siracusa, lo splendido borgo siciliano affacciato sul mare.

Syracusae, Syracusarum. In Latino pluralia tantum, in Italiano Siracusa, singolare femminile che racchiude le mille sfumature di bellezza di una città situata a Sud-est della Sicilia, ponte tra culture. Il porticciolo, le case affacciate sul mare, i balconi adornati con gerani e piante di basilico che sprigionano profumi mediterranei incrostati di salsedine. Siracusa ha il sapore del sale e del pesce fresco appena pescato, del mercato che si sveglia la mattina e regala ospitalità a chi sa coglierla, incrociando l’azzurro del cielo al turchese del Mediterraneo. Terra di pensatori, filosofi, scrittori, uno fra tutti Archimede, è il contenitore di influenze artistiche diverse che spaziano dall’età classica, quando era rivale di Atene, a quelle bizantina e araba.

Con la Necropoli Rupestre di Pantalica, che affascina con le sue grotte immerse nel verde, Siracusa è stata dichiarata nel 2005 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. E non c’è da stupirsi se la città dell’acqua salata, questo probabilmente il significato della parola Siracusa, dove oggi il barocco è una delle massime espressioni d’arte, offre, tra vicoli e piazze, ricordi di un passato che sembra essere incastonato sull’isola di Ortigia. Nel 733 a.C,infatti, vi approdarono i Corinzi che, scacciati i Siculi autoctoni, diedero vita alla polis. Proprio a Ortigia, da quello che un tempo era il tempio dedicato alla dea Atena, è sorta la Cattedrale della Natività di Maria Santissima, duomo della città che prima del sisma del 1693 vantava una splendida facciata normanna. Oggi fonde dorico, barocco e rococò con tocchi bizantini e medievali all’interno, custodendo statue del celebre artigianato siciliano e reliquie sacre. Accanto a Piazza Pancali sorge il Tempio di Apollo che durante i secoli ha subito diverse trasformazioni, fino a diventare chiesa bizantina, per essere poi riscoperto con un lavoro di scavi archeologici agli inizi degli anni Quaranta.

Siracusa. Foto © Giuseppe Zizza
Siracusa. Foto © Giuseppe Zizza

Di teatro e cinema a Siracusa si vive con gli spettacoli e le pièce in scena al Teatro Greco, dove è possibile assistere alle più celebri rappresentazioni delle antiche tragedie e ai concerti di musica classica. A pochi passi l’eco dell’Orecchio di Dionisio (che ricorda un orecchio d’asino), cava artificiale dall’acustica notevole che, secondo la leggenda, il tiranno siracusano fece scavare nei blocchi calcarei per imprigionare i ribelli dei quali si divertiva dall’alto ad ascoltare i discorsi. Fiore all’occhiello di Siracusa è l’Ortigia Film Fest, rassegna cinematografica per il cinema d’autore che vanta partecipazioni internazionali dello scenario contemporaneo e indipendente. Imperdibile il Museo Archeologico Paolo Orsi, uno dei più importanti d’Europa, che custodisce tesori della nostra storia (e preistoria) all’interno della Villa Landolina, sede anche della biblioteca.

Alla città non è mancato il periodo svevo che trova la sua massima espressione architettonica nel Castello Maniace, di epoca federiciana, costruito nel Medioevo come roccaforte difensiva a ridosso del porto, con caratteristiche volte a crociera all’interno. Da ammirare dal mare mentre si fa un giro in una delle barche a noleggio dei tanti pescatori. Gli avventurosi potranno concedersi un’escursione alle pendici dell’Etna (a circa un’ora di distanza), i clubber visiteranno i tanti locali della nightlife o potranno raggiungere, per una serata all’insegna del divertimento, la vicina Catania. Da non perdere l’Ortigia Sound System (OSS), festival internazionale di musica alternativa, elettronica, techno e non solo.

Siracusa. Foto © Giuseppe Zizza
Siracusa. Foto © Giuseppe Zizza

Per gli appassionati di gastronomia, poi, Siracusa è la patria del gusto. Tra sapori tipicamente mediterranei e speziati, da abbinare al Nero D’Avola, tipico vino locale, che si accompagna con olive schicciate e condite, salumi e formaggi come antipasto. La pasta alla siracusana con la “muddica”(mollica di pane tostata), anche con le acciughe, è uno dei piatti più rappresentativi della zona insieme alla pasta alla “carrittera” preparata con pomodori pachino tagliati a pezzettoni. A seguire grigliate di carne e soprattutto pesce, naturalmente anche fritto. Dolci dessert con granite, pasta di mandorle, cannoli ripieni di ricotta e golosità a base di marmellata di fichi. Nel periodo natalizio sulle tavole dei siracusani c’è sempre la “Giuggiulena”, sorta di torrone al sesamo aromatizzato con scorza d’arancia. Di delizie, contrasti visivi, odori e tramonti in cui si perde lo sguardo. Di orizzonti intoccabili che Siracusa regala ai sensi.

Credits Foto: Giuseppe Zizza – per gentile concessione. instagram.com/gsppzzz