Sono partite da Barcellona e Genova, le prime imbarcazioni: oltre 50 da 44 Paesi cercheranno di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio. La Global Sumud Flotilla è la più grande missione umanitaria di sempre. Israele ha minacciato: “Gli attivisti saranno trattati come terroristi”.
La Redazione
Le prime imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono partite. Il coordinamento internazionale non violento e pacifico di volontari e associazioni non governative cercherà di rompere il blocco imposto da Israele all’accesso via mare a Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, stremata da quasi due anni di genocidio e carestia. Domenica 31 agosto le prime flotte sono partite da Barcellona e da Genova e poi altre salperanno il 4 settembre dai porti di Catania e della Tunisia.
Si tratta della più grande missione umanitaria marittima di sempre. All’iniziativa aderiscono 44 delegazioni di altrettanti paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Thailandia, Malesia, Bangladesh, Sri Lanka, Turchia, Australia, Nuova Zelanda, Quwait. A bordo ci sono, tra le centinaia di volontari, anche Greta Thumberg, l’attrice Susan Sarandon e l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau. L’obiettivo è duplice: consegnare cibo e beni di prima necessità alla popolazione di Gaza e provare a creare un corridoio umanitario che renda più agevole l’arrivo di aiuti dall’estero.

Domenica a Genova, a salutare la flotta c’erano oltre 50mila persone con in testa la sindaca Silvia Salis. La risposta della città è stata enorme e le tonnellate di aiuti umanitari consegnati sono state 260. Dal microfono, i portuali di Genova hanno dichiarato: “Neanche un chiodo partirà verso Israele. Se toccheranno i nostri attivisti, fermeremo l’Europa”.
Le minacce di Israele
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha detto che tutti gli attivisti arrestati saranno trattenuti in detenzione prolungata nelle prigioni israeliane di Ketziot e Damon e considerati come terroristi. Ben-Gvir ha affermato che tutte le navi che partecipano alla flottiglia saranno confiscate e riutilizzate per le forze dell’ordine israeliane.
“Preoccupazione” per le dichiarazioni da Israele è tata espressa dagli esponenti della Global Sumud Flotilla: “Ovviamente l’abbiamo messo in conto, noi lavoriamo all’interno del diritto internazionale. Nelle precedenti missioni le navi sono state sempre intercettate in acque internazionali, quindi la violazione è da parte loro. Ci sono stati anche dei morti, come sapete, però la missione, oltre ad avere un valore umanitario, ha anche un valore politico e simbolico. Laddove c’è un immobilismo da parte dei governi, in particolare da parte di quelli italiani, la società civile a livello internazionale si sta muovendo”.
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Le missioni precedenti
Tra il 2010 e il 2023 ci sono stati vari altri tentativi di forzare il blocco navale a Gaza, tutti intercettati dalla marina israeliana. Nel maggio 2025 la barca Conscience fu danneggiata da un attacco di droni; a giugno la Madleen, con a bordo l’attivista climatica Greta Thunberg, è stata intercettata e sequestrata dalla marina israeliana; a luglio la stessa sorte è toccata alla Handala, salpata da Siracusa.
Come sostenere la missione
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