Gli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo attacco di raid contro diverse località nell’area di Hormuz: è la quarta notte di pesanti bombardamenti. Il traffico nello Stretto è quasi completamente bloccato. Teheran: “Questi raid vanificano gli sforzi diplomatici”. 

La Redazione

Una serie di esplosioni sono avvenute in queste ultime ore a Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik, località iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno lanciato così un nuovo, potente attacco contro l’Iran. Il governo di Teheran ha condannato “fermamente” gli attacchi aerei statunitensi portati sul suo territorio nella tarda serata di domenica e ha accusato Washington di aver “vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi” per ristabilire la pace nella regione. Teheran ha inoltre accusato gli Usa di aver “violato apertamente praticamente tutti i termini” del memorandum d’intesa concluso a giugno e di aver causato il “ritorno dell’insicurezza” nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferisce una dichiarazione del ministero degli Esteri. Dopo gli attachi americani, il traffico nello Stretto di Hormuz risulta di nuovo quasi completamente bloccato.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Iran a esercitare “la massima moderazione” e a “riprendere urgentemente i negoziati”. Lo ha dichiarato il suo portavoce, Stephane Dujarric, in un comunicato.

Teheran: Hormuz è più importante dell’atomica

Mohsen Rezai, consigliere militare della Guida suprema iraniana ed ex comandante dei pasdaran, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz, al centro delle tensioni con gli Stati Uniti, è più importante per l’Iran del suo programma nucleare. “Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica islamica dell’Iran lo proteggerà”, ha affermato Rezai, citato dall’agenzia Isna.

Il “piano” dell’Iran per uccidere Trump

Secondo il Wall Street Journal, Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence che, a suo dire, indicano un nuovo piano dell’Iran per uccidere Donald Trump. Mercoledì, parlando con i giornalisti ad Ankara, in Turchia, il tycoon ha fatto riferimento alle minacce contro di lui. “Sono il primo della lista”, ha detto. “Finora, immagino di essere stato un po’ fortunato, ma forse la fortuna non durerà a lungo”. Il tycoon e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sono parlati e hanno concordato di mantenere il “coordinamento tra i due Paesi”.