La nuova legge elettorale voluta dal governo Meloni prevede un premio di 70 e 35 seggi e l’indicazione del nome del premier. Mercoledì è passato all’unanimità l’emendamento per il voto ai fuori sede, dopo che la maggioranza è stata battuta due volte sulle preferenze.

La Redazione

I sì sono stati 208, 143 i no e 3 gli astenuti e il voto è stato a scrutinio segreto: l’Aula della Camera ha approvato l’articolo 1 della riforma della legge elettorale. Si tratta, di fatto, del cuore della modifica del meccanismo di voto che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei voti. Prevista anche l’indicazione, al deposito del contrassegno, del nome della persona che la coalizione proporrà al presidente della Repubblica come premier. Venerdì sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale e il testo, poi, passerà all’esame del Senato. “Cerchiamo di portare a casa la legge tra oggi e domani”, ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Martedì e mercoledì, il governo è stato battuto due volte sulle preferenze. La prima volta, una trentina di franchi tiratori della maggioranza ha votato con le opposizioni contro le preferenze con i capilista bloccati. La seconda volta, l’emendamento dei vannacciani è stato bocciato a scrutinio segreto e la maggioranza si è spaccata: Fdi ha votato con Futuro Nazionale, mentre Lega e Forza Italia hanno votato contro. Entrambi i testi sono stati bocciati.

Le opposizioni: “Meloni si dimetta”

Tutti i leader dell’opposizione hanno chiesto le dimissioni del governo. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha dichiarato: “Si è aperta la crisi di governo, sfiduciato da deputati della maggioranza, è stata punita l’arroganza di Meloni. Elezioni a settembre? Noi siamo pronti”. Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, con questo voto la maggioranza “ha sfiduciato la premier”. Dello stesso tenore le posizioni di Avs, Più Europa e Italia Viva, tutti concordi nel chiedere le dimissioni dell’esecutivo.
Alle richieste di dimissioni, Fratelli d’Italia ha risposto così: “Con la nuova legge elettorale, più stabilità, vince l’Italia”.

Ok al voto dei Fuorisede

L’ok dell’aula della camera è stato unanime: con 353 sì, nessun contrario e il parere favorevole del governo, è stata approvata la norma di maggioranza per il voto ai fuorisede. Hanno votato a favore anche tutte le opposizioni rivendicando però la loro battaglia per una legge ‘ad hoc’ portata avanti già da tempo. Se la legge elettorale entrerà in vigore, in occasione delle elezioni politiche, europee e per i referendum, chiunque per motivi di studio, lavoro o cura si trovi temporaneamente in comune diverso da quello di residenza, potrà votare per i candidati del collegio dove si è domiciliati facendo apposita richiesta in un registro ad hoc per i fuori sede.